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Mercoledì, 10 Agosto 2022
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Vaiolo scimmie, Bassetti: "Serve una campagna nazionale di vaccinazioni"

Si contano 505 casi in tutto il Paese e anche in Liguria

Sono arrivati a 505 in tutto i casi di vaiolo delle scimmie in Italia, diffuso in tutto il Paese (anche in Liguria, dove il virus ha colpito un ragazzo di 26 anni). Il Ministero della Salute ha firmato una circolare che indica la possibilità, per i contatti stretti, del ricorso alla quarantena: "In specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie", si legge nella circolare che fornisce anche l’identikit dei contatti stretti: partner sessuali, familiari conviventi, operatori sanitari che hanno trattato il caso senza dispositivi di protezione e chi è venuto a contatto in maniera prolungata: "I contatti stretti devono essere identificati il prima possibile e informati della loro esposizione e del rischio di sviluppare l'infezione". Per i contatti con esposizioni a basso rischio "è possibile adottare la sorveglianza passiva, autocontrollarsi e informare il proprio medico di famiglia".

Vaiolo delle scimmie: quali sono i sintomi

E si parla già di vaccino: quello contro il monkeypox prevede una prima dose e un richiamo da somministrare dopo un intervallo di 2-3 mesi. Dovrà essere il Ministero a definire i criteri di definizione della platea, ovvero norme per il reclutamento e indicazione delle fasce di età.

Bassetti: "Serve vaccino per tutte le categorie a rischio e in tutte le regioni"

A seguire lo sviluppo della malattia entra in gioco la Clinica di malattie infettive del San Martino di Genova, guidata da Matteo Bassetti: "Se si parte con un programma di vaccinazione contro il vaiolo delle scimmie - dice ad Adnkronos - questo deve essere offerto a tutti gli italiani che rientrano nelle categorie potenzialmente a rischio. Bisogna partire con una campagna nazionale, disponibile in tutte le regioni italiane e bisogna farlo rapidamente, perché l'Italia è in ritardo rispetto agli altri Paesi pur essendo al decimo posto per numero di casi". Così Bassetti dopo l'annuncio dell'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato ("lo Spallanzani di Roma è pronto a partire con il vaccino").

"Anche noi riceviamo tantissime richieste ma dobbiamo rispondere che in Italia, in questo momento, non è ancora possibile fare il vaccino - continua Bassetti, aggiungendo che l'annuncio sullo Spallanzani "è una buona notizia ma non può essere l'unico centro a vaccinare".

Sul vaiolo delle scimmie "credo che abbia influito molto l'aspetto ideologico - conclude il medico - perché ormai due mesi fa avevo allertato sul fatto che contagio riguarda prioritariamente maschi di età compresa fra 20 e i 40 anni omosessuali, e questo era. Oggi abbiamo quasi 25mila casi nel mondo, e oltre il 95% riguarda questa categoria di persone, alla quale sarebbe bene offrire la vaccinazione. Ma bisogna correre, siamo sempre in ritardo".

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