Coronavirus, così i locali di Genova si attrezzano per rispettare il nuovo decreto

Niente più consumatori al bancone, e rigorosa distanza di sicurezza di almeno un metro tra gli avventori. In caso contrario, c'è la sospensione dell'attività

Niente più consumatori al bancone, e rigorosa distanza di sicurezza di almeno un metro tra gli avventori. In caso contrario, c'è la sospensione dell'attività.

E così, nel rispetto del decreto firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte l'8 marzo 2020, i bar di Genova si organizzano per non perdere la clientela e, anzi, studiandosi metodi originali per poter svolgere lo stesso la propria attività anche in tempi di coronavirus, in un momento in cui molti temono le ricadute economiche dell'epidemia.

C'è ad esempio il Caffè del Duomo che avvisa, con tanto di cartello, che verranno sospese temporaneamente le maggiorazioni per il servizio al tavolo. In via San Lorenzo non manca chi prepara servizi take away, con spume, caffè, cappuccino e cioccolata da asporto per chi non ha tempo di sedersi per fare colazione.

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Il Gradisca Cafè mostra su Facebook la decisione di lasciare i tavolini fuori, predisponendoli in modo da lasciare almeno un metro di distanza tra un avventore e l'altro, e così anche il Kowalski annuncia le sue misure, tra cui l'ingresso regolamentato da una persona dello staff posizionata all'entrata, in modo da garantire l'affluenza, presidi per la disinfezione delle mani e sanificazione delle superifici del locale più volte al giorno, e ovviamente disposizione dei tavolini nel rispetto del decreto. I posti ovviamente diminuiscono: proprio per questo, chi vuole recarsi a cenare è invitato a prenotarsi prima. L'invito rivolto ai clienti è di collaborare: «Siamo consapevoli di essere una pietrolina di fronte ad una marea potente, ma ci pare di capire che le dighe siano fatte, appunto, di tante pietroline: siamo certi che tutti voi, nostri amati frequentatori, saprete collaborare con noi in questo difficile ma importante compito di responsabilità».

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