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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Bandi pilotati, salgono a 12 i docenti universitari indagati

La Procura sospetta l’esistenza di concorsi tagliati su misura. Sette professori sottoposti a perquisizioni con le accuse di turbativa d’asta, rivelazione di segreto istruttorio, traffico di influenze

Salgono a 12 le persone indagate dalla procura di Genova per i presunti concorsi truccati a Giurisprudenza: almeno 11 gli episodi contestati e 7 i docenti dell’ateneo genovese coinvolti. 

L’indagine della guardia di finanza era partita dopo che il Tar, alla fine del 2020 aveva annullato, su ricorso di una candidata esclusa, un concorso da ricercatore in diritto tributario che era stato vinto dal figlio dei uno dei docenti oggi indagati e aveva trasmesso come da prassi le carte alla Procura.

Per 6 docenti il sostituto procuratore Francesco Cardona ha chiesto  l’interdittiva dai pubblici uffici e il gip ha fissato l’interrogatorio il 9 maggio.

Tra i docenti indagati c’è la prorettrice gli Affari generali e legali e professoressa ordinaria di Diritto costituzionale Lara Trucco. Gli altri sono Pasquale Costanzo, professore emerito di Diritto costituzionale (il padre del vincitore del concorso annullato dal Tar), Riccardo Ferrante, direttore del dipartimento di Giurisprudenza e professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno , Patrizia Magarò, professore associato di Diritto pubblico comparato, Patrizia Vipiana, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico , Vincenzo Sciarabba, professore associato di Diritto costituzionale e  Daniele Granara, avvocato amministrativista (noto di recente per il maxi ricorso al Tar di 400 sanitari novax).

Tra i capi d'imputazione anche la selezione per il ruolo di Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Toscana. L'attuale garante Camilla Bianchi e il padre di lei Antonio, secondo la finanza si sarebbero accordati per impostare il bando di selezione in modo che il posto venisse assegnato a Laura Trucco. Un altro capo d'imputazione coinvolge Trucco, Costanzo, Ferrante e Granara, avvocato amministrativo noto di recente per il maxi ricorso al Tar di 400 sanitari novax. Secondo gli investigatori Granara, che era ricercatore a tempo indeterminato all'università, avrebbe ottenuto il posto da professore di seconda fascia grazie alla collaborazione del colleghi Trucco, Ferrante e Costanzo. Sarebbero stati rivelati in anticipo i nomi dei membri della commissione d'esame e posticipato il bando stesso per consentire all'avvocato di prendere un'abilitazione indispensabile per il concorso. 

Atro capo d'imputazione vede coinvolti Vipiana, Trucco, Sciarabba e Caramaschi. Secondo l'accusa i primi tre avrebbero fatto in modo che un assegno di ricerca andasse a Caramaschi, collocando il suo tutor in commissione e attraverso altri stratagemmi. Come riportato in un altro reato contestato: indagati Trucco, Costanzo, Magarò, Vipiana e Ninatti ancora per un assegno di ricerca assegnato alla ricercatrice allieva della Ninatti ordinaria all'università Bicocca di a Milano.

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