Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Autostrade, i parlamentari liguri al ministro: «Con cessione, 1,2 miliardi di investimenti a rischio»

Con la cessione al consorzio guidato da Cassa depositi e prestiti secondo i parlamentari della Liguria la quota sarebbe sostituita con una riduzione percentuale (di valore analogo) dei pedaggi sulla rete nazionale gestita da Autostrade

I parlamentari della Liguria, di qualsiasi schieramento politico, hanno inviato una lettera (promossa dalla Lega)  al ministro Enrico Giovannini chiedendo che rimanga in Liguria la somma di 1,2 miliardi di euro a titolo di risarcimento per il territorio duramente colpito dalle conseguenze del crollo di Ponte Morandi, per finanziare le opere compensative e i ristori alle aziende dell’autotrasporto che quotidianamente subiscono danni economici a causa dei gravi disagi provocati dallo stato di degrado in cui vertono le infrastrutture. Con la cessione al consorzio guidato da Cassa depositi e prestiti, infatti, secondo i parlamentari della Liguria la quota sarebbe sostituita con una riduzione percentuale (di valore analogo) dei pedaggi sulla rete nazionale gestita da Autostrade.

«La Liguria rischia l’ennesima beffa perpetrata da Autostrade per l’Italia ai danni del territorio - ha spiegato Edoardo Rixi, componente della Commissione Trasporti e primo firmatario - la quota di investimenti compensativi per 1,2 miliardi di euro previsti per il territorio ligure sembrerebbe espunta dall’accordo raggiunto, per essere sostituita con una riduzione percentuale (di valore analogo) dei pedaggi sulla rete nazionale gestita da Autostrade. Un passaggio che si inserisce in un quadro di emergenza ormai cronica che farebbe salire ulteriormente la tensione sul territorio, l’ennesima fregatura ai danni dei liguri che più di ogni altro continuano a pagare gli inadempimenti del concessionario».

Il testo della lettera dei parlamentari liguri

Egregio Ministro,

nella rete autostradale gestita da Autostrade per l'Italia rientra il tratto della A10 Genova-Savona su cui insisteva il viadotto Polcevera (anche noto come "ponte Morandi"), crollato il 14 agosto 2018, cagionando la morte di 43 persone. All’indomani del tragico evento, il Ministero, nella sua qualità di autorità amministrativa concedente, ha avviato un procedimento volto ad accertare eventuali inadempimenti del concessionario Autostrade per l'Italia (Aspi) rispetto agli obblighi derivanti dal rapporto concessorio in essere. Contestualmente, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova ha avviato le indagini per individuare eventuali profili di responsabilità penale connessi al crollo del viadotto e ai relativi decessi cagionati.

A distanza di due anni dal crollo del ponte Morandi, il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta n.56, tenuta nella notte tra il 14 e il 15 luglio 2020, ha deliberato di definire la controversia con Aspi accettando le proposte transattive presentate da quest'ultima che prevedevano, inter alia, la realizzazione di investimenti compensativi da parte del concessionario, una parte dei quali – pari a circa 1,5 miliardi – destinati alla realizzazione di interventi infrastrutturali ricadenti nel territorio della Liguria, a beneficio dei cittadini e delle imprese, in particolare quelle dell’autotrasporto.

Nei giorni scorsi, gli azionisti della holding Atlantia hanno deliberato la vendita di Aspi a Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), a fronte dell’offerta vincolante di acquisto – pari a oltre 9 miliardi di euro – presentata dal Consorzio costituito da Cdp Equity, The Blackstone Group International Partners Llp e Macquarie European Infrastructure Fund 6 Scsp. Il Consorzio, dunque, si è aggiudicato l‘88,06% del pacchetto azionario di Aspi. L’acquisizione sarà portata a compimento tramite Holding Reti Autostradali (Hra), una nuova società di diritto italiano di proprietà (diretta o indiretta) di Cdp Equity per una percentuale pari al 51% e per il resto appartenente a Blackstone Infrastructure Partners (che detiene il 24,5%) e ai fondi gestiti da Macquarie Asset Management (per la restante quota del 24,5%).

Da quel che si apprende, sembrerebbe che la quota di investimenti compensativi per il territorio ligure sia stata espunta dall’accordo transattivo in fine raggiunto, per essere sostituita con una riduzione percentuale (di valore analogo) dei pedaggi sulla rete nazionale gestita da Autostrade per l’Italia.
 

La decisione assunta desta sgomento e risulta essere l’ennesima beffa perpetrata ai danni del territorio e della comunità ligure, che ha già pagato ampiamente – in termini di vite umane e in termini economici – gli inadempimenti del concessionario. La realizzazione di investimenti da parte Aspi è fin da subito apparsa come una misura compensativa sicuramente non paragonabile alla tragedia accaduta, alla sofferenza patita dalle famiglie coinvolte, al degrado della qualità della vita a cui sono andati incontro i residenti della zona e coloro che hanno utilizzato il nodo autostradale genovese, alla perdita economica delle aziende dell’intero Nord Ovest della nazione. Ma una misura comunque plausibile per rimediare alla fragilità del sistema infrastrutturale ligure.
 

I sottoscritti firmatari chiedono pertanto che la somma di circa 1,2 miliardi di euro – prevista a titolo di risarcimento per il territorio duramente colpito dalle conseguenze del crollo di Ponte Morandi – rimanga in Liguria per finanziare le opere compensative e i ristori alle aziende dell’autotrasporto che quotidianamente subiscono danni economici a causa dei gravi disagi provocati dallo stato di degrado in cui vertono le infrastrutture.

I Firmatari

  • On. Edoardo Rixi (Lega) – già vice ministro Mit.
  • On. Raffaella Paita (Italia Viva) – presidente Commissione Trasporti.
  • On. Roberto Traversi (M5s) – già sottosegretario Mit.
  • On. Luca Pastorino (LeU) – segr. Ufficio di presidenza Camera Deputati.
  • On. Giorgio Mulè (Forza Italia) – sottosegretario alla Difesa.
  • Sen. Stefania Pucciarelli (Lega) – sottosegretario alla Difesa.
  • Sen. Roberta Pinotti (Pd) – presidente Commissione Difesa.
  • On. Sergio Battelli (M5s) – presidente Commissione politiche Ue.
  • On. Franco Vazio (Pd) – vice presidente Commissione Giustizia.
  • Sen. Paolo Ripamonti (Lega) – vice presidente Commissione Industria e Commercio.
  • On. Flavio Di Muro (Lega) – segretario Commissione Giustizia.
  • Sen. Elena Botto (M5s) – segretario Commissione Politiche Ue.
  • On. Manuela Gagliardi (Coraggio Italia) – segretario Commissione Ambiente.
  • On. Lorenzo Viviani (Lega) – capogruppo Commissione Agricoltura e Pesca.
  • On. Sara Foscolo (Lega) – capogruppo Commissione parlamentare per le questioni regionali.
  • On. Marco Rizzone (Cambiamo Italia) – componente Commissione Attività produttive.
  • On. Roberto Cassinelli (Forza Italia) – componente Commissione Giustizia.
  • On. Roberto Bagnasco (Forza Italia) – componente Commissione Affari sociali.
  • Sen. Francesco Bruzzone (Lega) – componente Commissione parlamentare per le questioni regionali.
  • On. Simone Valente (M5s) – componente Commissione Cultura e Istruzione.
  • Sen. Vito Vattuone (Pd) – componente Commissione Difesa.
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