Caos autostrade, la Regione fa partire la causa civile: «Danni materiali e di immagine»

Il governatore ligure Giovanni Toti conferma: lunedì parte la richiesta di accesso agli atti finalizzata a chiedere un risarcimento

Ennesimo lunedì di caos sulle autostrade liguri per i cantieri aperti per le ispezioni nelle gallerie autostradali, e da parte della Regione arriva l’affondo: con l’invio di una richiesta formale di accesso agli atti, parte la causa civile contro Ministero delle Infrastrutture e Autostrade per l’Italia finalizzata a ottenere un risarcimento per l’incalcolabile danno economico provocato dalla paralisi del traffico.

Scaduto ormai il termine indicato dal Mit sulla fine delle ispezioni urgenti - il 10 luglio - e sulla riapertura del doppio senso di marcia su tutto il nodo autostradale ligure, ancora non ottenuto, per il governatore ligure Giovanni Toti la misura è ormai colma: «Oggi è stata una giornata difficile e si preannunciano altri giorni molti complessi. Nonostante rassicurazioni anche formali che il Mit ha dato alla comunità dei sindaci nell’ultima riunione, oggi rileviamo che forse il 15 luglio finiranno le ispezioni, dopodiché ci sarà un nuovo piano lavori che potrebbe protrarsi per l’intero mese di luglio, e in assenza di risposte a nostre sollecitazioni, dalle lettere alla messa in mora all’esposto denuncia presentato in procura arrivando sino all’ordinanza firmata oltre due settimane, fa abbiamo deciso di dare avvio ad un’azione civile di risarcimento del danno».

Per il presidente della Regione si tratta di «un percorso complesso, né breve né facile», e l’ultimo tra i provvedimenti adottabili: «Oggi partiranno i primi atti formali, le richieste di accesso agli atti per conoscere nel dettaglio il piano predisposto di ispezioni, le modifiche introdotte con le direttive del 29 maggio, quali esami e articolati di analisi di flusso del traffico sono stati presi in considerazione, e poi quantificheremo il danno», ha spiegato Toti, lanciando tra le righe un appello ai sindaci per unirsi alla causa e formare, di fatto, una class action.

«Vogliamo coinvolgere le istituzioni del territorio. Numerosi sindaci hanno già annunciato azioni individuali di risarcimento, così come alcune categorie economiche, e ho chiesto di portare un’azione congiunta», ha confermato il governatore ligure: «Non è una decisione presa a cuor leggero ,non avremmo voluto arrivare a questo punto ma di fronte a reiterate richieste non tanto di rivedere il piano, ma almeno di comunicarlo e agevolarlo, non possiamo fare altrimenti. La questione inoltre si inserisce nella querelle concessioni che dura ormai da due anni, da Regione pretendiamo solo di non essere vittime sacrificali di un braccio di ferro, non ci stiamo a essere danneggiati e beffati da un atteggiamento fatto da proclami».

L’iter per l’avvio della causa civile è stato spiegato nel dettaglio da Lorenzo Cuocolo, consulente legale della Regione Liguria: nel giorno in cui il premier Conte ha di fatto sparato a zero sui Benetton, chiarendo che «non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull'altare dei loro interessi privati», come ribadito alla Stampa, Regione Liguria è decisa ad andare sino in fondo, così come già anticipato dal sindaco di Arenzano, Luigi Gambino, e da altri sindaci del territorio. Che in questa estate martoriata dall’emergenza coronavirus, sopratutto in riviera hanno visto i guadagni sfumare per la paralisi sul nodo autostradale e per l’isolamento in cui la Liguria è precipitata. 

«Si tratta di iniziare la strada formale di contenzioso - ha spiegato Cuocolo - dopo avere tentato di risolvere in via bonaria la questione, inviando missive sia a Ministero sia ad Autostrade senza risposta, avviato i primi passi formali. Il primo è la richiesta di accesso agli atti, che invieremo oggi stesso. Mit e autostrade avranno 30 giorni di tempo per rispondere, un tempo fondamentale per Regione Liguria visto che è stata tenuta all’oscuro totale di quanto sta accadendo e non è stata informata sulla programmazione dei lavori».

Nei prossimi 30 giorni, dunque, l’ufficio legale di Regione Liguria analizzerà la documentazione nel dettaglio individuando le responsabilità (quelle del Ministero e quelle di Autostrade per l’Italia) e arrivando, alla fine, alla quantificazione del danno: da un lato quello concreto, per l’ente Regione e per i Comuni che si uniranno alla causa, che deriva dalla riorganizzazione dei servizi sanitari e dai mancati introiti in termini di addizionali causati dalla mancanza di traffici, dall’altro il danno d’immagine.

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«La Regione ha investito ingenti risorse economiche per rilanciare turismo e immagine dopo le tragedie che sono avvenute negli anni passati - ha spiegato Cuocolo - gran parte di questi sforzi sono stati vanificati dalla paralisi autostrade. Raccoglieremo IL materiale e presenteremo una citazione davanti al giudice civile, prima bisogna fare l’attività di studio, ma a cavallo tra luglio agosto e settembre perfezioneremo questa azione».

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