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Affido minori, il Comune aumenta il contributo mensile per le famiglie affidatarie

Passerà dagli attuali circa 350 euro a 520 per gli affidi di minori dai 4 ai 18 anni e a 550 per chi accoglie nel proprio nucleo familiare minori fino a 3 anni di età

Aumenta il contributo che il Comune di Genova erogherà alle famiglie che hanno in affido un minore. Lo ha deciso la Giunta comunale con una delibera approvata nella seduta di oggi su proposta del sindaco Marco Bucci, sentito il consigliere delegato alle politiche sociali Mario Baroni.

Il contributo mensile passerà dagli attuali circa 350 euro a 520 per gli affidi di minori dai 4 ai 18 anni e a 550 per chi accoglie nel proprio nucleo familiare minori fino a 3 anni di età. Gli affidi diurni, parziali ed educativi, passano da 120 a 260 euro, proporzionalmente al tempo dedicato al minore. Nel caso di bambini in affido con una disabilità certificata il contributo potrà essere maggiorato fino a un massimo del 30 per cento. Di circa 500mila euro la cifra totale stanziata per questo incremento.

L’affidamento familiare è la forma di sostegno privilegiata nel caso in cui, dovendo dare esecuzione a un provvedimento dell’autorità giudiziaria per una riscontrata condizione di rischio e pregiudizio per un minore, si debba attuare un intervento per la tutela e il benessere del minore. Oltre all’affidamento familiare, è prevista anche la possibilità di un inserimento in una comunità educativa, struttura residenziale che accoglie il minore dove operano h24 equipe di educatori specializzati. Attualmente i ragazzi inseriti nelle comunità residenziali sono circa 450 mentre quelli inseriti in famiglia con affidi familiari sono poco più di 230.

La Giunta comunale, sempre nella seduta odierna, ha preso atto di uno studio realizzato da parte del "Diec" Dipartimento di Economia dell’Università degli studi di Genova che ha sostanzialmente confermato la correttezza delle rette già corrisposte dal Comune. Ha tuttavia ridefinito con un leggero ritocco verso l’alto alcune tariffe delle rette destinate alle comunità residenziali; ciò per permettere loro di sostenere in modo più efficace i costi di gestione del personale e gli interventi educativi.

«Gli interventi che la nostra amministrazione mette in campo in questo delicato settore sono articolati e tengono conto sia della professionalità degli operatori che dell’imprescindibile aiuto delle famiglie - dichiara il consigliere delegato alle politiche sociali Mario Baroni -. È questo il motivo per il quale abbiamo deciso come Giunta di investire maggiori risorse per chi decide di accogliere in casa un minore, ma anche di potenziare le strutture di accoglienza. Oltre a ciò operiamo anche con misure di sostegno educativo alla famiglia di origine, temporaneamente in difficoltà, poiché l’obiettivo finale di un buon sistema di welfare è il ricongiungimento tra minore e famiglia. All’interno di questo quadro riteniamo comunque che l’apporto delle famiglie affidatarie sia imprescindibile»


 

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