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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Animali

Addestrare o educare un cane? Non è la stessa cosa, ecco le differenze

Addestrare ed educare non sono la stessa cosa: l'esperto racconta come crescere bene il cane e avere una vita felice insieme

Come insegnare al proprio cane a rispondere ai comandi? Spesso ci si affida semplicemente al buon senso e alla formazione 'fai da te'. Del resto, avere in casa un cane è estremamente diffuso: solo nel nostro Paese, le case che ospitano un cane sono circa 5,9 milioni, il 27,1% delle famiglie italiane. Ecco perché Fido è ufficialmente parte della famiglia e quindi, anche lui, deve imparare a rispettare alcune regole di casa. 

Come afferma Christian Costamagna, educatore, istruttore e formatore cinofilo, ideatore del metodo EmpathyDog, oltre alla gioia di un rapporto unico e basato su un affetto incondizionato, quando si adotta un cane bisogna considerare anche un cambiamento di ritmi per adattare la propria vita a quella del nuovo arrivato. 

"C’è spesso la paura - dice Costamagna - di non saper gestire le varie situazioni, così come quella di non riuscire a rendere felice il nostro amico a quattro zampe, di non capirlo o di non essere in grado di addestrarlo a dovere". Il formatore cinofilo, proprio a proposito di quest'ultimo punto, tiene a chiarire che c’è un'enorme differenza tra educazione e addestramento. Ma chi pensa di dover iniziare dal cane, sbaglia: il primo a dover essere educato è proprio il padrone, guidato alla conoscenza della psicologia, etologia e comunicazione canina.

Insomma gli “esercizi” sono inutili senza la conoscenza e l’applicazione della psicologia canina, l’unica strada che permette di portare il legame a livelli superiori e vivere più serenamente la quotidianità con il proprio amico a quattro zampe.

Quando il cane non vuole saperne di ubbidire

Cosa succede quando il cane non vuole saperne di rispondere ai comandi? La vita quotidiana diventa più impegnativa e anche potenzialmente pericolosa. Ma la disubbidienza del cane non dipende dal carattere dell’animale, dall’età, dalle esperienze vissute in passato o dalla voglia di affermare un ruolo dominante all’interno del “branco” umano. "Solo gli uomini non possono essere educati, un cane può essere educato e/o rieducato a qualsiasi età" evidenzia Costamagna. 

Il problema della disubbidienza, piuttosto, dipende soprattutto da un'educazione non adeguata impartita dal suo “amico umano”. Ancora oggi si pensa che, per avere un cane ubbidiente, basti insegnargli a rispondere a comandi come “seduto” o “vieni”. Ordini da impartire dietro compenso di cibo e da iniziare a far comprendere in situazioni controllate, come ad esempio all’interno di una scuola. "Non è proprio così – avverte Costamagna – visto che il rapporto con il cane lo si vive nella quotidianità e questa si svolge prevalentemente fuori da un campo di addestramento". Gli “esercizi”, infatti, servono ma sono inutili senza la conoscenza e l’applicazione della psicologia canina. 

Insomma il primo step è educare le persone alla conoscenza della psicologia, etologia e comunicazione canina. Questo permette di comprendere a fondo il proprio “peloso” e instaurare una relazione di fiducia e collaborazione. Il metodo, inoltre, prevede anche la gestione delle emozioni del cane e del suo proprietario, permettendo di vivere la quotidianità in modo semplice. Tutto questo senza usare premi in cibo per comprare la fiducia del cane e senza metodi coercitivi per sottometterlo. 

"Se parliamo di un cane – specifica Christian Costamagna - addestramento significa renderlo bravo a fare alcuni esercizi e rispondere a dei comandi. Cosa che serve sicuramente per insegnargli a fermarsi quando è necessario, per evitare che si faccia male finendo investito o mangiando qualcosa di nocivo, ma l’addestramento non serve nella quotidianità perché l’intera giornata è fatta di vita, condivisione ed emozioni". Insomma mentre l’addestramento è la base, come le scuole dell’obbligo, l’educazione, invece, è lo step in più.

Se il traguardo è quello di rendere il cane tranquillo, sereno, sicuro di sé, in grado di gestire i vari momenti della giornata in casa (come lo stare da solo), saper interagire in modo corretto con persone, cani e altri animali e fare in modo che sia equilibrato, allora la soluzione è l’educazione. "Molti mi chiedono – aggiunge Costamagna - se è possibile addestrare il cane senza fare ore e ore di noiosi esercizi. La risposta è sì. Quando un padrone impara a instaurare un legame tenendo conto anche delle 'prerogative' dell’animale, tutto diventerà naturale e spontaneo tanto da far sì che il proprio amico finisca con il seguirlo senza obiezioni".

Vivere con un cane significa imparare a vivere e gestire un legame fisico ed emotivo speciale, che ha dell’inspiegabile e che dura per tutta la vita. Un legame basato su una fiducia che aumenta giorno dopo giorno, alimentata da sguardi e gesti. Educare, dunque, vuol dire proprio questo: condurre il rapporto tra cane e padrone a un livello di maturità più alto e questo è possibile solo a patto di conoscere la psicologia e la comunicazione canina. Questo è l’apice della relazione con un animale speciale come il cane. "Uno sguardo, un gesto e un sorriso – conclude Costamagna - e lui ti seguirà perché si fida di te e ti rispetta".

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