Vivicittà: vince un detenuto, la storia di Naji Abdendi

Il marocchino di 44 anni ha tagliato per primo il traguardo di Marassi a Genova alla fine della mezzofondo di 3 chilometri organizzata dalla Uisp per mercoledì 28 marzo 2012. Meraviglioso, il commento a fine gara del direttore del carcere Salvatore Mazzeo

 

Di corsa fuori dal carcere, 'inseguito' da 20 persone, alcuni detenuti come lui e altri podisti di professione. A tagliare il traguardo, dentro il carcere di Genova Marassi, è stato un detenuto del Marocco: si chiama Naji Abdendi e ha 44 anni. La sua falcata elastica, leggera, tipica dei nordafricani si è imposta su quella di tutti gli altri, detenuti e non.
 
Genova, casa circondariale di Genova-Marassi. Alle 16.30 lo start della mezzofondo di 3 chilometri attorno alle mura del carcere, una manifestazione organizzata dalla Uisp. Si chiama Vivicittà-Porte aperte. Le porte che si aprono sono quelle pesanti di una prigione. Alla partenza sono in 20: alcuni detenuti, altri sono atleti tesserati per associazioni della Lega atletica leggera Uisp.
 
La differenza sta solo nelle divise: materiali tecnici per i podisti, magliette e braghette multicolori per i detenuti. Pronti, via: Naji è subito in testa, affiancato da due giovani fondisti. Dietro a loro anche Emma Quaglia, la maratoneta genovese che si sta preparando per la maratona di Londra. Fa caldo, ma Naji non lo sente. Corre, attraversa il corridoio esterno del carcere incitato dai detenuti che si affacciano alle finestrine. Tante lingue diverse, tanti dialetti.
 
Naji attraversa la porta blindata del passo carrabile e via: è fuori. Uno, due, tre giri attorno al carcere poi quando rientra dalla porta posteriore affronta il rettilineo. Accelera. La falcata si riduce e acquista potenza. Lascia tutti indietro fino allo sprint finale. Taglia il nastro del traguardo con un sorriso sudato, alzando le braccia sulla testa. Subito dopo di lui, due detenuti napoletani molto più giovani di lui, Ciro De Rosa, 34 anni, e Giacomo Bendiré, 30 anni, che riprendono fiato appoggiandosi alle grosse mura del carcere.
 
'Meraviglioso' ha commentato il direttore del carcere di Marassi, Salvatore Mazzeo, che ha guardato la corsa dall'alto. Un evento quello di oggi che si inserisce all'interno di Progetto Ponte, un'idea che Uisp porta all'interno dei carceri di Genova e della Liguria. Questa manifestazione podistica ha aperto simbolicamente le porte del carcere, che non è cosa a se stante ma parte integrante di una città (Ansa).

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