Giro dell'Appennino 2016: arrivo a Chiavari con dedica a Pertini

Il passo della Bocchetta sarà affrontato quando mancheranno 110 chilometri all'arrivo, la Ruta arriverà invece quando mancheranno solo 26 chilometri. Scarica la cronotabella in formato pdf con gli orari dei passaggi della corsa

Fulvio Rapetti consegna a Marco Pantani il Trofeo Luigi Ghiglione (foto Us Pontedecimo)

La settantasettesima edizione del Giro dell'Appennino Trecolli Cup, in calendario domenica 17 aprile 2016, si annuncia con tante prime volte: la prima volta che si affronta il passo della Bocchetta arrivando da Voltaggio e non da Campomorone; la prima volta che si arriva a Chiavari e la prima volta che si arriva in Liguria in una città che non sia Genova (centro città o Pontedecimo che sia).

Un arrivo che ovviamente si porta dietro tante altre prime volte come la salita verso Uscio, la discesa a Recco e gli strappi finali della Ruta e delle Grazie per arrivare sul Lungomare di Chiavari. 

L'unica volta che il Giro dell'Appennino ha “tradito” Genova fu quando l'arrivo venne posto a Novi: c'era da festeggiare i 50 anni dall'ultima vittoria di Coppi su strada proprio al Giro dell’Appennino. 

«Quest'anno la corsa emigra semplicemente perché viene sottovalutata dalla città di Genova – spiega il presidente del Pontedecimo Ciclismo, Ivano Carrozzino – ma chi crede che l'arrivo a Chiavari sia un semplice ripiego si sbaglia di grosso. Il percorso è straordinario con discese molto tecniche dalla Bocchetta e da Uscio e due salite finali che possono fare la differenza. Un Giro dell'Appennino variegato che si sviluppa su strade con panorama mozzafiato e un arrivo spettacolare sul lungomare di Chiavari».

CRONOTABELLA GIRO APPENNINO 2016 (pdf)

L'inedito percorso del 77° Giro dell’Appennino Tre Colli Cup - 64° Gran Premio Città di Genova - 23° Trofeo Regione Liguria è dedicato al 70° anniversario della fondazione della Repubblica e a un suo Presidente, il più amato dagli italiani, il ligure Sandro Pertini.

Un Giro dell'Appennino che come al solito non dimentica la propria storia e la missione di creare un grande evento sportivo abbinato alla promozione del territorio. «Non ci dimentichiamo certamente di Pontedecimo – prosegue Carrozzino – dove tra l'altro sarà posto un traguardo volante per ricordare il nostro socio Walter Avellani prematuramente scomparso; abbiamo disegnato un percorso che attraversa una grande parte della città metropolitana – torniamo ad esempio dopo tanti anni sul passo della Scoffera - che può sfruttare una formidabile occasione di promozione; da anni si sente parlare di promozione turistica che coordini costa ed entroterra: il Giro dell'Appennino dimostra di saper fare anche questo attraversando colli piemontesi e liguri, portando l'arrivo proprio su uno dei lungomari più belli».

Il passo della Bocchetta sarà affrontato quando mancheranno 110 chilometri (salire da Campomorone avrebbe significato spezzare il gruppo molto lontano dall'arrivo e distruggere la corsa), la Ruta (una salita di quasi 4 chilometri) arriverà invece quando mancheranno solo 26 chilometri. E se non fosse ancora decisiva subito dopo c'è la salita delle Grazie, che da Zoagli porterà a Chiavari, piena di curve molto insidiose. 

«Grazie al sostegno della Regione Liguria abbiamo potuto immaginare un Giro dell'Appennino ancora diverso – conclude il presidente del Pontedecimo Ciclismo, Ivano Carrozzino -. E Chiavari ci ha accolto come ci fossimo di casa da anni, mettendoci a disposizione la città nel suo complesso, strade, strutture, eventi promozionali. L'arrivo, complice anche una curva proprio all'ultimo chilometro, è bello e insidioso. La solita corsa, il solito Giro dell'Appennino, che non finisce mai di stupire».

Anche quest'anno, al primo ciclista a transitare sul primo Gran Premio della Montagna della gara, il Passo della Bocchetta, Fulvio e Fiorenzo Rapetti, rispettivamente nipote e genero di Luigi Ghiglione, consegneranno il Trofeo dedicato alla sua memoria, ricordando nel contempo anche Osvalda Ghiglione Rapetti e Marina Tedone, moglie di Fulvio. Il Trofeo, giunto alla 23esima edizione, è stato assegnato tra gli altri nel 1994 a Eugenio Berzin, nel 1995 a Marco Pantani (la Coppa è esposta nella sala denominata Sala Bocchetta nel Museo Pantani a Cesenatico), poi tre volte a Pavel Tonkov, nel 2003 a Gilberto Simoni, nel 2004 e nel 2015 a Damiano Cunego, nel 2009 a Vincenzo Nibali, poi due volte a Domenico Pozzovivo.

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