Genoa-Milan lunedì alle 15, i genoani: «È la morte del calcio»

Proseguono le polemiche per il cambiamento di orario della partita inizialmente in calendario lunedì 21 gennaio alle ore 21, ma poi anticipata alle ore 15 dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Ministero dell'Interno

Proseguono le polemiche a Genova per il cambiamento di orario della partita Genoa-Milan, inizialmente in calendario lunedì 21 gennaio 2019 alle ore 21, ma poi anticipata alle ore 15 dall'Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Ministero dell'Interno in seguito degli scontri a margine della partita tra Inter e Napoli.

I tifosi del Genoa hanno appeso alcuni striscioni polemici in città sui cui si leggono scritte come "lunedì ore 15 la morte del calcio" e "Avete rotto il ca...lcio". L'Associazione Club Genoani ha emesso un duro comunicato attraverso il quale ha spiegato le ragioni della protesta: «Lo chiamano calcio moderno - hanno scritto - , quello dello spezzatino in Tv, quello dove i titoli in borsa contano più di quelli sportivi, quello dove vincono i milioni e non sempre i migliori....dove si sbandierano slogan come "riportiamo le famiglie allo stadio" e poi ad una famiglia per portare i bambini allo stadio serve un quinto dello uno stipendio, grazie alle tariffe che vengono applicate ai biglietti. Tutto questo carrozzone poi si muove vincolato sotto l’occhio vigile dell'ordine pubblico, parola magica in nome della quale si può applicare qualsiasi tipo di restrizione: dai tornelli agli accessi nominali, dalle trasferte vietate alle curve chiuse e tutti i provvedimenti vanno a discapito degli unici che veramente partecipano a questo mondo, a proprie spese e in nome di una passione e di un attaccamento alla propria squadra. L’ultima novità, ma solo in ordine di tempo, è il colpo di genio di un ministro che l'ordine dovrebbe tutelarlo e che invece getta nel caos una città già martoriata dalle difficoltà post crollo Ponte Morandi: Una partita alle ore 15:00 di un normale lunedì lavorativo».

Rivolgendosi proprio al Ministro dell'Interno Matteo Salvini hanno proseguito: «A lui chiediamo una ragione per la sua scelta "no-sense" in nome di un ordine pubblico per un incontro di calcio la cui unica criticità sta proprio nell’orario che gli si è voluto attribuire. Negli anni infatti la partita che vede affrontarsi Genoa e Milan da sempre definita "a rischio" ha visto portare avanti un percorso partito dai divieti di trasferta alle tifoserie, passato poi all'apertura dei settori ospiti sino ad arrivare alla disputa in orario serale nelle ultime due stagioni senza rilevare particolari preoccupazioni dal punto di vista dell'ordine pubblico. Non c'è una ragione tempistica perché la disputa in quell'orario mette in ginocchio un quartiere ad alta densità di attività commerciali come Marassi. Non c'è ragione logistica perché sappiamo come lo stadio di Genova sia vicinissimo all'uscita autostradale di Genova Est, già messa in crisi dalle forzature dovute al crollo del ponte Morandi. Non c'è neppure una ragione logico-televisiva che da tempo sappiamo essere l’unico grande peso sulla bilancia in grado di spostare gli equilibri dei calendari di calcio. Sicuramente avrebbe maggiore seguito una partita alle 21 quando la stragrande maggioranza della popolazione è rientrata a casa dal lavoro». 

Infine, in conclusione, l'Associazione Club Genoani si è rivolta a Daniela Stradiotto, presidente dell'organismo del Viminale che aveva dichiarato: "Polemiche? Ce ne faremo una ragione" dopo l'ufficializzazione dello spostamento di orario: «Con particolare rammarico abbiamo raccolto poi le dichiarazioni di chi è a capo di un osservatorio e che dovrebbe vigilare il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive ma che con fastidiosa leggerezza riesce a farsi una ragione del malcontento di chi pur avendo pagato un abbonamento per assistere alla partita sarà di fatto impedito di poterlo fare, perché non tutti ricordiamoci hanno realtà lavorative che gli permettano giorni di ferie o permessi. Ci chiediamo che ragioni potrebbe farsi questa signora se un giorno i suoi figli fossero costretti a rinunciare ad ore di lezione a scuola perché l'istituto viene chiuso anticipatamente per una partita di calcio. "Capire tu non puoi se non sei come noi" recita uno slogan che bene rappresenta tutti i tifosi indipendentemente dai colori che portano, tifosi, che ogni domenica affrontano chilometri e sacrifici economici in nome di una passione ed a sostegno della propria squadra. A questi signori che con disarmante leggerezza fanno spallucce di fronte alle difficoltà ed alle necessità di una popolazione alla quale nei giorni caldi di agosto avevano promesso vicinanza e sostegno spieghiamo come lunedì alle ore 15 i genoani, così come tanti altri genovesi, saranno regolarmente sul posto di lavoro per far tornare Genova più Superba di prima, anche se delle loro scelte insensate e di questo "calcio moderno" proprio non riescono a  farsene una ragione».

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