Genoa-Siena, Sculli a Cobra: «Vieni tu a togliermi la maglia»

La frase è contenuta nella relazione che la Digos ha consegnato al procuratore capo Michele Di Lecce. Fra gli indagati anche Tombolone. Rischio «ulteriore violenza da parte della tifoseria» se la squadra non dovesse superare il momento difficile

Dopo i daspo le denunce. Ci sono 12 indagati per i disordini provocati dagli ultrà del Genoa domenica scorsa al Ferraris, quando la gara col Siena venne sospesa perché un gruppo di sostenitori rossoblù minacciava l'invasione di campo e aveva chiesto ai giocatori di togliersi la maglia perché "indegni" di portarla dopo il 4-0 che stavano subendo.

Per il momento sono 12 ma potrebbero diventare di più nei prossimi giorni. Sono accusati di lesioni (per aver ferito uno steward), di violenza privata (per aver costretto i giocatori a togliersi le maglie) e di violazione delle norme di sicurezza sugli stadi (per aver invaso un settore diverso da quello assegnato in precedenza superando le barriere).

Gli indagati avevano ricevuto nei giorni scorsi anche il divieto di andare allo stadio (daspo) per cinque anni. Al momento i daspo sono 15 e gli indagati 12 perché gli investigatori non avrebbero ancora individuato per tre responsabilità in reati specifici, mentre il loro comportamento era stato ritenuto sufficiente per essere punito con l'allontanamento dallo stadio.

Tra gli indagati ci sono due 'capi-popolo' Fabrizio Fileni, detto 'Tombolone', e Pier Marco Piellizzari, conosciuto come Cobretti e detto 'Cobra': sono i due ultrà che più a lungo sono stati sulla copertura del tunnel dello stadio e che hanno animato la rivolta del tifo. Il 'Cobra' è il tifoso che ha parlato a lungo con Giuseppe Sculli, e al quale l'attaccante - che è riuscito a far rientrare la protesta - ha detto: «Marco, vieni tu a togliermi la maglia perché io non me la tolgo».

La frase è contenuta nella relazione che la Digos questa mattina ha consegnato al procuratore capo Michele Di Lecce che adesso è sul tavolo del sostituto procuratore Biagio Mazzeo che ha firmato gli avvisi di garanzia. Il gruppo degli indagati è stato identificato con foto e video, anche quelli delle tv che trasmettevano la partita e che sono stati allegati alla relazione.

Nel rapporto che la Digos ha presentato alla procura è scritto che «gli ultrà erano diventati una massa critica incontrollabile, dal forte impatto fisico e psicologico su giocatori e polizia». La relazione evidenzia anche che «in altre occasioni si è assistito all'assedio del varco dell'uscita dello stadio che ha aumentato il clima d'intimidazione verso la squadra».

La Digos scrive anche: «La tifoseria ha già creato problemi più volte con comportamenti violenti sia verso le tifoserie avversarie, sia verso la polizia». E vengono ricordati gli scontri durante Genoa-Milan del 2 dicembre e Genoa-Inter del 13 dicembre, quando un pullman dei sostenitori nerazzurri venne assalito. Poi la previsione di rischi per il futuro in caso di risultati non positivi per la squadra. «Se la squadra non dovesse superare il momento critico già i prossimi incontri di campionato potrebbero offrire spunto di ulteriore violenza da parte della tifoseria» (Ansa).

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