Arrestato ex tecnico del Genoa per spaccio di cocaina

Patrizio Bruzzo, 36 anni, ex tecnico dei pulcini del Genoa, è stato arrestato con l'accusa di spaccio di cocaina. I fatti risalgono a sabato 28 luglio 2012 quando sulla spiaggia di Priaruggia l'uomo è stato sorpreso a spacciare cocaina

Genova - Un secondo lavoro è spesso una strada obbligata per molti giovani per poter arrivare a fine mese. Nel qual caso poi l'impiego principale venga a mancare può succedere che ci si aggrappi con la forza della disperazione all'unica fonte di reddito rimasta. L'importante è che quest'ultima rientri nell'ambito della legalità.

Patrizio Bruzzo, 36 anni, ex tecnico delle squadre giovanili del Genoa, è stato arrestato con l'accusa di spaccio di cocaina. I fatti risalgono a sabato 28 luglio 2012 quando sulla spiaggia di Priaruggia dove era in corso una festa con stand gastronomici e musica l'uomo è stato sorpreso cedere della cocaina.

Fra la folla accorsa per partecipare alla serata anche due carabinieri della stazione di Quarto, pronti a intervenire in caso di necessità. Il comportamento di Bruzzo non passa inosservato agli occhi dei militari. L'ex tecnico va e viene, parla al cellulare, incontra gente a cui consegna dei pacchettini sigillati.

I carabinieri non restano a guardare e bloccano Bruzzo il quale cerca di liberarsi di quella scomoda confezione senza riuscirci. A casa di Patrizio, figlio di Santino, molto noto negli ambienti del calcio dilettantistico ligure, gli agenti trovano tre etti e mezzo di cocaina, cinquanta grammi di hashish e 35 mila euro in contanti, possibile frutto dell'attività illecita.

Immediatamente la società rossoblù ha preso le distanze dal comportamento del suo ex tesserato. «La società - sottolineando che gli episodi contestati all’individuo, riferiscono alla esclusiva sfera personale - scrive il Genoa - augura al signor Bruzzo di dimostrare estraneità agli eventuali fatti a lui imputati e si riserva di tutelare i propri interessi e la propria reputazione, nei confronti di chi potesse screditare l’integrità, la probità e la professionalità della società stessa e del suo settore pre-agonistico. Settore, che in questi anni, ha saputo formare e crescere centinaia di atleti nel rispetto delle regole sportive, valoriali, della lealtà e correttezza comportamentale, in campo e nella vita».

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Ilgenoano
    Ilgenoano

    È giusto che queste persone marciscano in galera.mandiamo i nostri figli ad imparare a crescere attraverso lo sport e questo è il risultato,proprio chi dovrebbe dare l'esempio non sul campo ma nell vita ci delude. È una vergogna.

    • Avatar anonimo di D.bavestrello
      D.bavestrello

      Cosa ne sai tu che dai giudizi. Nemmeno lo conoscerai. C'e di peggio in Italia molto ma molto di peggio. Ma l'importante e' buttare merda sulla gente e'facile. Abbiamo la classe politica più corrotta della terra e ti preoccupi di queste cose?

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