← Tutte le segnalazioni

Disservizi

Dimessa dall'ospedale, due giorni dopo le diagnosticano sospetta polmonite

Mappa
Via Francesco Saverio Mosso · San Martino

Di seguito il racconto integrale e senza censure di un lettore. La redazione non è intervenuta in alcun modo per edulcorare il testo.

Il mattino del 5 luglio alle ore 10 vengo allertato dai miei familiari, mia sorella maggiore sta male e respira con affanno; la prendo la porto in ospedale con la mia auto al San Martino. Ore 11: ingresso e accettazione con codice verde la situazione peggiora, ma veniamo parcheggiati in corsia insieme ad altre 50 persone. Dopo circa 2 ore finalmente viene visitata e decidono di farle gli esami del sangue.

Ore 15: siamo in attesa ancora dell'esito degli esami eseguiti alle ore 13; finalmente arrivano gli esami e la situazione è identica al mattino. La visitano nuovamente, altra decisione: radiogtafia al torace. Ore 19.30: «state tranquilli tutto apposto, però la teniamo in osservazione per questa notte. Bronchi liberi e ossigenazione nella norma». Ore 21.40: la lascio in osservazione e torno a casa.

Giorno 6, mattina: visita otorinolaringoiatra, esami del sangue e bronchi liberi. Le fanno terapia con aerosol, iniezioni e la dimettono.

Giorno 7 ore 20: respirazione peggiora in modo vertiginoso pur avendo iniziato la terapia. Ore 20.30: Croce Rossa e nuovamente al pronto soccorso, codice giallo, solita routine: accettazione, parcheggio in corsia, analisi del sangue, sospetta polmonite, forse ricovero. Forse? E due giorni fa?. Adesso mi chiedo in che mani siamo: tempistiche da medioevo e diagnosi da preistoria.

Segnalazioni popolari

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Pippo
    Pippo

    Mi sembra chiaro che chi scrive questo squallido articolo non abbia la più pallida idea dello spettro di situazioni che si devono affrontare in un pronto soccorso, men che meno delle condizioni lavorative dei medici nel 2018 vessati da burocrazia insensata che toglie tempo al paziente, spaventati e guidati nel loro giudizio da considerazioni medico legali e continuamente vessati da parenti e pazienti ostili verso il loro operato. L'episodio descritto vuole suscitare scalpore per la tempistica dell'evoluzione del quadro clinico ma evidentemente all'autore (comprensibilmente) sfuggono le più semplici nozioni di fisiopatologia che gli permetterebbero capire che a volte anche le indagini strumentali e l'esame obiettivo possono essere negativi in presenza di patologie sottostanti di variabile gravità. Aggiungo inoltre che i tempi di attesa si rifanno alle sempre più scarse risorse disponibili all'interno del SSN in termini di personale ed al numero crescente di accessi in pronto soccorso. Per quanto riguarda i tempi di attesa esiste una cosa che si chiama "triage" che serve appunto ad identificare i pazienti in base alla loro gravità ed a dargli dunque una priorità nell'accesso alle cure mediche. Auguro a chiunque di non vedere mai un vero codice rosso (dissezione aortica, shock settico, politrumatismi severi per citarne alcuni...) ma sarebbe utile ad alcune persone prendere coscienza del fatto che esistono quadri clinici che necessitano di un intervento immediato e visto che purtroppo esistono queste patologie gli altri " meno gravi" dovranno aspettare e l'attesa sarà quasi sempre proporzionale alle risorse disponibili e non alla bravura o competenza degli operatori sanitari.

Segnalazioni popolari

  • Segnalazioni

    Nave in porto, quattro minuti di denso fumo nero. Video

  • social

    Marassi, attesa del bus con ogni comfort in via Fea

Torna su
GenovaToday è in caricamento