La leggenda del ponte dei suicidi a Carignano

C'è anche un antico detto secondo cui chi sceglie di porre fine alla propria vita "scambia il ponte di Carignano per il gradino della porta di casa"

credits wikipedia @ Di Bbruno - Opera propria, CC BY-SA 3.0

Chi conosce bene Genova e le sue leggende sa che il famoso ponte che collega i colli di Sarzano e Carignano è conosciuto come "il ponte dei suicidi". Tanto che esiste addirittura un antico detto, "scambiare il ponte di Carignano per il gradino della porta di casa", ovvero suicidarsi.

Il ponte è stato costruito tra il 1718 e il 1724: voluto dalla famiglia Sauli come via d'accesso alla basilica di Santa Maria Assunta, era il tratto finale di un percorso che da Palazzo Ducale portava a Sarzano. Ma ben presto acquisì una triste fama, perché - data la sua notevole altezza - erano molte le persone che sceglievano proprio quel ponte per suicidarsi gettandosi di sotto (a volte anche cadendo addosso a qualche ignaro passante). Nel 1800, durante i combattimenti tra i soldati francesi e l'esercito anglo-austriaco, che lasciarono i genovesi senza cibo, furono tanti i cittadini che decisero di buttarsi giù dal ponte, anche insieme.

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Affinché questi tristi episodi non si ripetessero, il commerciante Giulio Cesare Drago - nella seconda metà dell'800 - fece costruire a sue spese le cancellate (ancora presenti sui parapetti del ponte) per impedire i numerosi tentativi di suicidio. Ancora oggi si legge una targa a lui dedicata proprio prima del ponte: «Perchè non passi in consuetudine l'esempio antico e recente di gettare disperatamente la vita dai ponti di Carignano e dell'Arco, Giulio Cesare Drago ragguardevole mercante genovese negli anni 1877 e 1879 con largo dispendio provvide che di ferrea cancellata ne fossero barrate le sponde».

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