Scuola, protesta dei lavoratori davanti a Tursi: «Non siamo tuttofare»

L'allarme lanciato dal Diccap, che chiede a gran voce modifiche al regolamento e maggiori investimenti nel settore, soprattutto dal punto di vista delle assunzioni

I lavoratori della scuola aderenti al sindacato Diccap protestano davanti a Tursi per chiedere al Comune di prendere provvedimenti in materia di carenza di organico e risorse da impiegare sul territorio. 

L’appuntamento è alle 14 per un presidio in via Garibaldi finalizzato a chiedere un incontro con le istituzioni al termine di un anno ancora una volta difficile dal punto di vista occupazionale: «Le assunzioni sbandierate a destra e a manca dall’assessore e dalla giunta sono largamente insufficienti oppure non esistono - fa sapere il sindacato in una nota -  Lo possiamo verificare ogni giorno a scuola o al nido dove quotidianamente si lavora sotto organico, non arrivano le necessarie sostituzioni e bisogna litigare ogni giorno per ottenere il minimo indispensabile a garantire le attività necessarie ai bambini».

Il Diccap prosegue illustrando nel dettaglio le ragioni della protesta: «La cronica e giornaliera mancanza di sostituzioni a copertura del personale assente, di fatto, abbassa gli organici reali e aumenta il rapporto educatore – bambino, continuano a chiudere strutture pubbliche mentre crescono quelle private, vogliono trasformare la necessaria mobilità annuale in biennale, hanno proposto un regolamento inaccettabile che contiene disposizioni contrattualmente illecite e perfino offensive della nostra dignità professionale». 

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«È chiaro che non pensano minimamente alla valorizzazione e al rispetto di chi opera nelle scuole, delle famiglie che ci affidano i bambini e del nostro rapporto con i bambini stessi e le famiglie - conclude la nota - Anche la nostra professionalità sembra per loro completamente irrilevante. In caso di criticità ognuno fa tutto e tutti diventiamo tuttofare? Ci pare evidente che l'obiettivo è quello di stravolgere le norme del contratto nazionale e perfino le leggi, introducendo dosi massicce di flessibilità, mettendo in discussione il rapporto insegnanti - bambini, manomettendo a piacimento orari e turni, confondendo gli istituti contrattuali e l'indennità di turno, introducendo una pronta disponibilità illecita, pretendendo demansionamento e deprofessionalizzazione di tutti, imponendo una mobilità su tutta la città che ci tratta come travet intercambiabili invece che come professionisti del socio-educativo».

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