Approvato il bilancio, inizia l'anno «impegnativo» di Doria tra compromessi e strane alleanze

Ottenuto finalmente il via libera al tanto contestato documento, grazie ad astensionisti e aiuti inaspettati, il sindaco si prepara ad affrontare l'ultima parte del suo mandato

Superata, a fatica e grazie ad astensionismo e alleati inaspettati, la difficile prova del bilancio, il sindaco Marco Doria scende in campo per difendere il suo operato (e forse mettere anche le mani avanti in vista di un anno che lui stesso ha ammesso sarà “impegnativo”) con una nota a firma dei consiglieri di Lista Doria, Sel e Possibile in cui spiega che «votare questo bilancio per noi ha significato assumersi delle responsabilità. Riteniamo vada scongiurata la prospettiva del commissariamento della città e, nonostante le risorse limitate ci impediscano di definirne in maniera totale le destinazioni necessarie e di fare politica fino in fondo, crediamo con forza che sia doveroso proseguire il percorso di amministrazione per poter ottenere il massimo dei risultati possibili».

La dichiarazione arriva a margine di una lunga giornata - la terza - trascorsa nei corridoi e nelle stanze di Tursi per assicurarsi i voti necessari all’approvazione del bilancio, alla fine arrivata con 19 sì, 15 no e 2 astenuti, un numero cui, almeno dal punto di vista politico e strategico, è necessario aggiungere i 5 assenti in Sala Rossa al momento del voto: Mauro Muscarà del Movimento 5 Stelle, Paolo Repetto (Udc), Mario Baroni e Salvatore Mazzei (Gruppo Misto) e Pietro Salemi (Lista Musso). A fare ulteriore differenza per il destino della giunta Doria sono stati poi Stefano Anzalone, ex Idv che sarebbe in procinto di accomodarsi sulla poltrona di assessore allo Sport scavalcando Pino Boero, e Guido Grillo, veterano a Tursi e consigliare di Forza Italia, verso cui si sono indirizzate le ire dell’opposizione e anche quella del governatore forzista della Liguria Giovanni Toti, che da Facebook ieri sera ha tuonato: «Rispetto a quanto accaduto oggi a Palazzo Tursi a Genova ritengo incompatibile essere di centro-destra e votare il bilancio della maggioranza comunale di sinistra».

Nessun nome, ma il riferimento a Grillo è palese, anche se la confusione in consiglio Comunale sembra ormai regnare sovrana a prescindere dall’orientamento politico, con cambi di “squadra” all’ultimo minuto, faide interne, tensione a mille e concessioni che, sotto forma di sub emendamenti, hanno contribuito a salvare il sindaco Doria. Che proprio su questo usa diplomazia: «Avremmo voluto votare tutte le proposte di emendamento anche dei colleghi di opposizione perché contengono tutte elementi di buon senso. Bisogna dire a voce alta che i bisogni della città sono più di quante non siano le risorse a disposizione». Ma, prosegue il sindaco consapevole che il bilancio approvato, al momento, non è in grado di far fronte a queste necessità, «con i 165 milioni di euro di tagli ai trasferimenti del governo a partire dal 2011, è evidente che la crisi la stiano pagando sostanzialmente i Comuni ed è conseguentemente ovvio che i bisogni dei cittadini non riescano a trovare piena copertura economica. E’ necessario che tutte le forze politiche chiedano al governo centrale di cambiare impostazione».

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