L'ex portavoce M5s candidato con Pizzarotti e Bonino: Tosa sceglie "Più Europa"

Aveva lasciato il Movimento 5 Stelle ricevendo minacce sui social per la sua scelta. Nel mese di gennaio aveva lanciato "Generazione Antigone"; una "piazza virtuale" dove discutere di politica e attualità

Lorenzo Tosa, ex ufficio stampa del Movimento 5 Stelle Liguria, sarà uno dei candidati liguri alle prossime elezioni europee, nella lista "Più Europa Italia in Comune”, di Emma Bonino e Federico Pizzarotti. 

«Ci ho riflettuto a lungo - ha scritto sulla propria pagina Facebook - . Giorni, settimane di pensieri, idee, dubbi. Ma alla fine ho deciso: mi candido alle elezioni Europee, nella circoscrizione Nord Ovest. E no, questa volta non è un pesce d’aprile, cari amici che in questi mesi mi siete stati vicini, mi avete letto e sostenuto con un affetto e una passione che mai avrei creduto possibili. Insieme abbiamo condiviso - e condividiamo - una certa idea di mondo fatta di diritti, giustizia, libertà, solidarietà, ironia. In questi mesi, in qualche modo che neppure conoscevo, siete diventati un pezzo della mia vita, come vecchi e nuovi amici a cui confidare un’idea, uno sfogo, una battuta. L’Europa come costante stella polare sullo sfondo di ogni nostra battaglia, nella testarda convinzione, mia e nostra, che non esista oggi qualcosa di più vicino alla parola patria. Chi crede in un mondo senza muri né fili spinati, in un luogo di pace, prosperità, più verde, più giusto, è qui che lo deve cercare. Ed è qui che deve lavorare per costruirlo e migliorarlo, senza rassegnarsi a chi vorrebbe riportare le lancette delle nostre conquiste indietro di 70 anni.

Lorenzo Tosa aveva lasciato il Movimento 5 Stelle nello scorso mese di novembre e aveva anche ricevuto minacce sui social per la sua scelta. Nel mese di gennaio aveva invece lanciato "Generazione Antigone"; una "piazza virtuale" dove discutere di politica e attualità. Ora la scelta di campo, quella dell'Europa, che rivendica con orgoglio: «Già, Europa. Se ci pensate, è da questa parola che tutto è cominciato, quando con un gesto privatissimo ho detto pubblicamente addio alla comunicazione dei 5 Stelle, rinunciando a stipendio, certezze, carriera. E tutto, in fondo, per essere libero di dire quello che penso e di combattere per le mie idee. In questi mesi ho scoperto che la libertà è la cosa più preziosa che ho. Ma non basta. Bisogna essere disposti a mettersi in gioco, umanamente e politicamente, affinché quelle idee diventino concime per la nostra terra. E quella terra è l’Europa. L’unica che abbiamo, oggi più che mai da difendere con ogni forza da chi la vuole distruggere. Ho scelto “Più Europa Italia in Comune” perché è l’unica lista e l’unico progetto politico che, nella lunga notte del sovranismo e del populismo che sta calando sul nostro Paese, ha osato pronunciare con forza questa parola senza mai nascondersi per paura di perdere qualche voto. Ha osato sognare più Europa dove tutti si rifugiavano dietro goffe retromarce elettoralistiche o improbabili tentazioni sovraniste. Ed è, a tutt’oggi, l’unico soggetto politico che mai è stato sfiorato dall’idea di un’impossibile alleanza con chi, come i 5 Stelle, hanno sfasciato la democrazia e lo Stato di diritto nel nostro Paese».

«Siamo onesti - ha concluso - : non è stata e non è ancora l’Europa che sognavamo. Ma non starò con chi dice che va cambiata radicalmente o anche solo ripensata. Anzi camminerò da oggi e per le prossime cinque settimane al fianco di chi, come me, crede che esista un solo modo per migliorarla: chiedere, anzi pretendere, più Europa, per realizzare definitivamente e compiutamente quel sogno di un pugno di visionari italiani al confino a Ventotene. Un’Europa antifascista, profondamente antirazzista, aperta, solidale, liberale, prospera, che parla al mondo con una sola voce in tutti i campi del sapere, contro ogni rigurgito nazionalista. In questi ultimi 10 mesi abbiamo visto qui in Italia cosa succede quando sovranismo e populismo si fondano al potere, trascinando un intero paese in una recessione economica e una regressione culturale senza precedenti. Se sono qui, se ci sto mettendo la faccia, è per non permettere che la stessa cosa accada in Europa. Alla mia, alla nostra Europa»..

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