Terrorismo, via a controlli straordinari verso i luoghi di culto islamici

Il documento impegna giunta e presidente a non prevedere alcun tipo di contributo o patrocinio a favore delle organizzazioni islamiche, che nello statuto abbiano principi contrari all'ordine pubblico

Con 16 voti a favore (maggioranza di centrodestra), e 15 contrari (minoranza) è stato approvato un ordine del giorno, illustrato da Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria Salvini) e sottoscritto anche da altri componenti del gruppo, Alessandro Piana, Stefania Pucciarelli, Giovanni De Paoli sul problema del terrorismo.

Il documento, emendato in aula dagli stessi proponenti per meglio precisare alcuni punti, impegna il presidente e la giunta regionale a chiedere agli Enti locali e agli organi di polizia una ricognizione di tutti i luoghi di culto o aggregazione riconducibili alla religione islamica presenti sul territorio regionale.

Inoltre impegna giunta e presidente a non prevedere alcun tipo di contributo o patrocinio a favore delle organizzazioni islamiche, che nello statuto abbiano principi contrari all'ordine pubblico e a valutare di introdurre negli atti autorizzatori in materia urbanistica il criterio dei principi fondamentali di libertà d'espressione e di pensiero. Infine si impegna la giunta a promuovere l'attento monitoraggio dei finanziamenti privati che da tali strutture ricevono.

In aula Puggioni ha sottolineato che il documento era stato presentato ad ottobre, prima dei tragici fatti di Parigi. Il consigliere nel documento ha evidenziato che «ogni giorno i mass media portano alla ribalta i problemi derivanti dall'estremismo islamico e il ministero dell'Interno ha certificato la presenza di “Foreign Fighters” infiltratisi in Europa e in Italia anche attraverso l'immigrazione.

La Regione Liguria si erge da sempre paladina della libertà di stampa, di pensiero e di espressione, ma indagini delle unità anti-terrorismo hanno in più occasioni sgominato cellule jihadiste che operavano all'interno di moschee, sale di preghiera, centri culturali islamici e altri centri di aggregazione».

Dopo aver ricordato che l'articolo 8 della Costituzione Italiana recita: "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose, diverse dalla cattolica, hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze", Puggioni ha sottolineato che fino a oggi non solo non è stata stipulata alcuna intesa tra lo Stato italiano e le organizzazioni religiose islamiche, ma «il susseguirsi di attacchi terroristici di matrice jihadista sul territorio europeo dimostra come le ripercussioni socio–culturali relative alla massiccia presenza di musulmani in Europa sono state pesantemente sottovalutate. Quindi, per tutelare la pubblica incolumità, è necessaria l'adozione di cautele e restrizioni straordinarie e mirate».

Diversi consiglieri di opposizione tra i quali Gianni Pastorino (Rete a sinistra), Raffaella Paita (Pd) e Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) hanno chiesto il rinvio in commissione del testo per approfondimenti e per arrivare a una diversa formulazione. I proponenti hanno apportato alcune modifiche, ma non hanno ritenuto opportuno il rinvio in commissione.

Contro l'ordine del giorno, definito inaccettabile dall'opposizione, si sono espressi, tra gli altri, anche Juri Michelucci, Giovanni Barbagallo e Sergio Rossetti del Pd e Andrea Melis (Movimento 5 Stelle).

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Il provvedimento è stato, invece, difeso da Stefania Pucciarelli e Alessandro Piana della Lega Nord Liguria Salvini che hanno detto di non accettare il fatto che si cerchi sempre di demonizzare quanto proposto da una certa parte politica ribadendo la legittimità di aspirare a una maggiore sicurezza.

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