Caos Tari, il Comune esclude errori

Tassa dei rifiuti più alta del dovuto in diversi Comuni italiani, il Movimento 5 Stelle chiederà una verifica alla giunta Bucci

Associazioni dei consumatori sul piede di guerra con una pioggia di ricorsi che è già scattata a causa di un presunto errore di calcolo della TarI che avrebbe fatto aumentare a dismisura il prelievo sulle tasse dei rifiuti in diversi comuni italiani, tra cui Genova.

Calcoli sbagliati, Tari più alta del dovuto

Il problema è emerso grazie all'interrogazione parlamentare di fine ottobre di Giuseppe L'Abbate, parlamentare del Movimento 5 Stelle, a cui anche il Ministero dell'Economia avrebbe dato ragione. Sostanzialmente - scrive il M5s - l'errore consisterebbe nell'aver applicato la quota variabile più volte, invece che una volta soltanto, a seconda del numero di pertinenze dell'abitazione. 

Il Movimento 5 Stella attacca

«Come MoVimento 5 Stelle Genova ci siamo giá attivati - dice Luca Pirondini Capogruppo M5S in Comune - e presenteremo martedì in Consiglio Comunale un ordine del giorno per impegnare la giunta Bucci a verificare immediatamente e con effetto retroattivo il procedimento di calcolo della Tari del Comune di Genova e, qualora l'errore venisse riscontrato,  ad  avviare subito un percorso che preveda  il rimborso del non dovuto a tutta la cittadinanza». 

«Si è aperto un vaso di Pandora: diversi comuni hanno sbagliato il calcolo della Tari  - aggiunge Alice Salvatore -, con cifre gonfiate fino al doppio del dovuto. Oltre al Comune di Genova è possibile che tanti altri Comuni in tutta la Liguria possano essere incappati in questo macroscopico errore e chiederemo come Movimento 5 Stelle di chiedere una verifica in tutte le realtà territoriali in cui siamo presenti».

Il Comune di Genova smentisce

Secca la replica dell'assessore al bilancio del Comune di Genova Pietro Piciocchi: «La Tari prevista dal Comune di Genova su cantine e box è legittima e su tali utenze non viene applicata due volte la parte variabile della tariffa legata all’utenza domestica. A riprova di ciò - prosegue - si segnala che il Ministero dell’Economia non ha mai contestato il regolamento della Tari adottato dal Comune e neppure le conseguenti delibere di determinazione delle tariffe, confermandone in questo modo la piena legittimità. La problematica da ultimo emersa non riguarda quindi i cittadini genovesi che pagano regolarmente la Tari».

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