Trasporto sanitario a gara, pubbliche assistenze in rivolta e scontro in Regione

A sorpresa, il 19 dicembre Alisa ha diffuso il bando per la ri-assegnazione dei traporti interni non urgenti. Le associazioni insorgono, il Pd si scaglia contro Sonia Viale

Da un lato le pubbliche assistenze, che protestano per le modalità con cui il bando è stato emanato, dall’altra lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, con il Pd che ha definito l’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale «sconnessa dalla realtà» e chiede la revoca della gara.

L’anno nuovo inizia, insomma, con una nuova polemica che dalla politica si sposta a uno dei temi più sentiti dalla popolazione, la sanità, complice l’emanazione del bando di gara per “l’affidamento dei trasporti interni di pazienti e materiale biologico”. Il riferimento è a quei trasferimenti  non urgenti tra un ospedale e l’altro, che si tratti di pazienti in carne e ossa o di materiale, appunto, biologico.

E il bando europeo per la ri-assegnazione, che sancisce di fatto una rivoluzione nella gestione di questi trasporti, è uscito, a sorpresa, il 19 dicembre. Suscitando parecchie perplessità tra Anpas (Associazione delle Pubbliche assistenze), Croce Rossa e Cipas (Consorzio italiano Pubbliche assistenze, meno presente in Liguria), che da anni ormai svolgono il servizio.

«Abbiamo accolto con grande stupore la pubblicazione da parte di Alisa, il 19 dicembre scorso, a ridosso delle festività, del bando di gara per l’affidamento dei trasporti interni di pazienti e materiale biologico - fanno sapere le pubbliche assistenze riunite - Il percorso di dialogo e confronto avviato con la Regione Liguria più di un anno fa, su impulso del presidente Toti, era culminato con l’adozione, da parte della Giunta Regionale, di un disegno di legge finalizzato alla riforma del sistema di soccorso e trasporto sanitario».

Disegno di legge non ancora approvato dal consiglio regionale, e però condiviso dalle pubbliche assistenze nelle sue linee principali: «La riforma proposta, questa sì, senz'altro condivisa, è in grado di dare una risposta puntuale anche alle più recenti posizioni espresse sia dal Consiglio di Stato che dalla Corte di Giustizia Ue. Proprio per questo ritenevamo opportuno che il percorso di riorganizzazione del servizio procedesse in modo coordinato, partendo dal piano normativo e regolamentare, per poi passare alla realizzazione in concreto».

Le pubbliche assistenze contestano insomma l’avere messo a bando solo una “componente” del servizio offerto dai volontari, tutto senza ridefinire a livello globale i criteri di affidamento: «Si è voluta realizzare la copertura del tetto, senza aver posto solide fondamenta per questa nuova casa. Così facendo, peraltro, si è bandita una gara potenzialmente incoerente con l’assetto normativo futuro. Il bando pubblicato - concludono Anpas, Cipas e Croce Rossa - e le tempistiche serrate di una procedura di gara, ci costringono a valutare ogni forma di tutela disponibile».

La questione ha inevitabilmente alimentato il fuoco di una polemica che sotto le feste si era soltanto leggermente assopita. Il gruppo Pd in Regione è immediatamente intervenuto definendo il bando «un atto grave che minaccia l'esistenza delle pubbliche assistenze, attive da oltre un secolo in maniera capillare su un territorio complesso come il nostro», puntando il dito contro quella che viene definita «una logica di mercato» in un settore di questo genere.

«Chiederemo al più presto con una mozione la revoca della gara. L’assessore Viale ha mentito tre volte - prosegue il Pd - ha dichiarato che il percorso verso il riordino dei trasporti sanitari in Liguria, resosi necessario da una sentenza del Consiglio di Stato, sarebbe stato condiviso e questo non è accaduto; il bando è stato emanato il giorno di un'audizione senza che nessuno ne facesse parola in questa sede; ha disatteso l'impegno a non destabilizzare un sistema che funziona. In una settimana il centrodestra ha scritto la legge che interessa a Salvini sul referendum, ma ha tenuto ferma quattro mesi la legge sulle pubbliche assistenze che avrebbe scongiurato la gara».

La replica della vicepresidente della Regione non si è fatta attendere: «Rispettare le norme europee e italiane e una sentenza del Consiglio di Stato per il Pd ligure è diventato un atto grave - ha commentato - Complimenti al cosiddetto partito della legalità che, in pieno clima elettorale, si impegna a chiedere la revoca di una gara sperando di trarne consenso».

«Il 24 dicembre e il 2 gennaio ho incontrato i rappresentanti delle associazioni Anpas, Cri e Cipas, ai quali sono stati illustrati gli obiettivi e con i quali abbiamo fissato i percorsi per garantire anche per il futuro sul nostro territorio la preziosa presenza del nostro volontariato, ricchezza di tutti i liguri e non solo di una parte politica - prosegue Viale - Il Pd oggi si dimentica di dire che l’attuale giunta sta affrontando e risolvendo i problemi in parte creati da loro quando erano al governo della Regione perché, lo ricordo, la vicenda nasce dall’affidamento a gara dei trasporti interni in Asl 5, che la sentenza del Consiglio di Stato ha ritenuto legittima ed anzi, da dover estendere a tutta la Liguria senza possibilità di alternative».

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