Marta Vincenzi, discorso in aula: applausi da spalti e consiglieri

Un lungo intervento del sindaco di Genova Marta Vincenzi nell'aula del Consiglio comunale. Applausi da spalti e consiglieri: "Dobbiamo riconquistarci un futuro"

Durante la seduta del consiglio il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha preso la parola dopo il minuto di silenzio per la commemorazione delle vittime dell'alluvione: “Il lutto e lo strazio che resta sono terribili e inaccettabili, mi porto un peso enorme, un macigno”.

Con la voce rotta e il nodo in gola, Marta Vincenzi ha ripercorso con una relazione dettagliata i giorni passati, tra responsabilità, colpe e accuse... “Sugli errori che possono essere stati commessi in quelle ore sento profondamente la responsabilità e non accuso nessuno. Il mio primo dovere è ora evidenziare la necessità di alzare la testa e resistere. Tutto ciò che è stato fatto e deciso è messo a disposizione della magistratura per accertare al più presto tutte le responsabilità."

Successivamente il sindaco ha affrontato il tema delicato della rabbia della città e delle contestazioni che in questi giorni sono stae mosse a carico della prima cittadina: "Fa parte dei miei doveri accettare tutte le manifestazioni di rabbia di chi ha perduto tutto e ha avuto paura e ora vuole gridarlo. Ho scelto coscientemente di andare dove ciò poteva accadere, è un loro diritto manifestare la rabbia, ma non è un diritto sul piano mediatico fare del sindaco il capro espiatorio”. 

"In quelle ore post tragedia non ho certo perso tempo a pensare cosa e come comunicare, ho risposto con dolore e stanchezza e anche confusione – ha ammesso la sindaco – solo dopo ho ripreso il filo per ordinare le risposte su cosa successo. Ora sono qui, pronta a rialzare la testa insieme alla mia città, insieme a tutti quei giovani che ringrazio con il cuore, così come le associazioni che dalle prime ore hanno indetto una gara di solidiarietà per sostenere Genova”.

"Sarà anche cessata l'allerta 2 - continua il sindaco - ma non è cessata l’emergenza, né sono lenite le ferite che riguardano migliaia di cittadini. Ora bisiogna ristabilire un minimo diritto al futuro”.

Non poteva mancare una relazione dettagliata riguardante il tema delle scuole: "Il Comitato di Protezione civile non ha ritenuto di prendere provvedimenti sulle scuole genovesi ad esclusione di quella di Santa Maria della Neve a Sestri” - Marta Vincenzi ha letto al consiglio il comunicato inviato alle scuole nel tardo pomeriggio di giovedì che invitava i dirigenti scolastici a monitorare costantemente le fonti di informazione - “Il volontario di protezione civile alle 12.15 non è riescito a monitatorare il livello delle acque perché travolto dalla piena del Fereggiano e da quel momento i contatti con i dirigenti scolastici delle zone colpite dall’alluvione sono stati costanti. Nel frattempo cominciavano ad arrivare le prime notizie dei morti....A tutti gli istituti scolastici venne inviata una mail invitando i dirigenti a prolungare la custodia degli alunni nelle zone coinvolte dagli allagamenti. Dalle previsioni non si poteva immaginare un evento meteorologico così straordinario da poter poi essere qualificato come tempesta tropicale – ha aggiunto - e se il Comitato di protezione civile mi avesse chiesto di firmare un’ordinanza di chiusura delle scuole, probabilmente l’avrei fatto”.

“La lezione che dobbiamo fare nostra è che l’unico provvedimento che avrebbe potuto salvare la vita della persone sarebbe stato l’evecuazione in tutta la Regione delle zone a rischio. A Genova sarebbero state 110 mila persone più tutti gli operatori economici”.

E poi la conclusione: “Genova ora è alla sua prova più dura. Dobbiamo riconquistarci il futuro. Rientro nel mio silenzio”. 

Una sincera assunzione di responsabilità, una prima ricostruzione ufficiale di quanto accaduto. Maggioranza e opposizione applaudono, applausi anche dagli spalti.

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