M5S, doppio flash mob "arancione" per chiedere trasparenza sui fondi elettorali

I consiglieri del Movimento 5 Stelle si sono presentati in via Fieschi e a Palazzo Tursi con cravatte arancioni al collo per invitare Toti a rendere pubblici i nomi di chi finanzia la fondazione Change

Un doppio flash mob, organizzato in consiglio Regionale e in consiglio Comunale, per chiedere più trasparenza sui finanziamenti della campagna elettorale di Marco Bucci: l’hanno organizzato i rappresentanti genovesi del Movimento 5 Stelle, che martedì sono arrivati in via Fieschi e in via Garibaldi sfoggiando cravatte arancioni.

Un modo, fanno sapere i consiglieri regionali e comunali M5S, per chiedere al governatore Toti e al sindaco Bucci di chiarire la provenienza dei 1129mila euro spesi per la quasi totalità della campagna elettorale del centrodestra. Il colore fa riferimento al logo della Fondazione Change, l’associazione che il governatore ligure ha usato come “contenitore” per organizzare cene e altri eventi di natura elettorale durante le corse del centrodestra a regionali e comunali: Toti renda pubblici i nomi dei finanziatori della Fondazione che hanno sostenuto la campagna di Marco Bucci» è stata la richiesta dei grillini a Tursi e in Regione. 

«Due settimane fa avevamo presentato un'interrogazione che è stata prontamente messa all'ultimo posto dell'ordine del giorno, e quindi non discussa - ha fatto sapere Luca Pirondini, capogruppo in Comune - Era intervenuto in sua difesa addirittura il presidente della Regione, ricordandoci che tutto è stato fatto a norma, rifugiandosi goffamente dietro la legge sulla privacy».

«È davvero preoccupante che il presidente Toti invochi la privacy di fronte ad una legittima richiesta di trasparenza da parte dei cittadini - ha aggiunto Alice Salvatore, capogruppo in Regione - Non siamo solo noi del MoVimento 5 Stelle a chiedere che sia fatta luce sulla provenienza di quei fondi che la fondazione Change ha elargito  per la campagna elettorale di Bucci, ma anche altre associazioni, come quella dei ragazzi di  'Riparte il Futuro', ai quali lo stesso Bucci aveva garantito la completa trasparenza sottoscrivendo, sul loro sito, l'impegno a rendere pubblici i finanziamenti della sua campagna elettorale».

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