Gronda, Camera approva mozione del governo

La Camera dei deputati ha votato a favore di una mozione del governo per la realizzazione della gronda autostradale di Genova. Toti e la Lega criticano quello che per loro è l'ennesimo passaggio interlocutorio

Questa mattina la Camera ha approvato una mozione, voluta dai partiti che appoggiano il Governo, per la realizzazione della Gronda di Genova.

«Bene, ma ci crederò quando vedrò aprire il cantiere - ha commentato il governatore ligure Toti -. Troppe parole in quel documento dicono il contrario: apertura di tavoli, confronti, mediazioni. Bastavano pochi sostantivi: la Gronda sarà realizzata secondo il progetto esecutivo esistente e già approvato, sul tracciato già libero per il cantiere da inizio anno grazie agli espropri fatti da Regione Liguria. Ma siccome quel progetto i Grillini non lo vogliono... Meglio una mozione dell'avvio dei lavori».

«Noi siamo disponibili - ha concluso Toti - a confrontarci ovunque e subito, nella speranza di non rivivere da capo i tempi dell'infinito dibattito del Sindaco del Pd Vincenzi, appoggiato e caldeggiato dalla giunta Burlando. I veri responsabili, prima ancora dei grillini, del blocco alla Gronda. L'unico tavolo che ora serve è quello per firmare l'avvio dei lavori».

«Il voto di oggi alla Camera - commenta il Partito Democratico - che ha dato il via libera alla mozione della maggioranza che chiede al Governo di avviare i lavori della Gronda rappresenta un passo avanti importante verso la realizzazione di quest'infrastruttura fondamentale per l'economia genovese e ligure. L'accordo fra tutte le forze di maggioranza è l'elemento qualificante del documento approvato questa mattina, perché rimuove anche gli ultimi ostacoli che impedivano l'avvio del cantiere. Ringraziamo in particolare il ministro De Micheli per l'impegno profuso. Ora auspichiamo che parta al più presto il tavolo di confronto con le istituzioni locali in modo di arrivare all'avvio dei lavori».

«È incredibile - prosegue il Pd - che la Lega critichi il Pd per aver bocciato la sua inutile mozione. In 14 mesi di Governo il Carroccio non è stato in grado di far partire i cantieri della Gronda, mentre dopo appena un mese e mezzo la nuova maggioranza ha sancito l’indispensabilità dell’opera e si appresta finalmente a realizzarla. Questa è il primo documento della legislatura in cui si dice che la Gronda si farà. Consideriamo del tutto strumentale la nota polemica del presidente Toti che, per una anno e mezzo non ha fatto nulla e oggi che la maggioranza di Governo vota una mozione a favore della Gronda riesci pure a lamentarsi».

«La maggioranza giallorossa - dichiarano il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari e il deputato responsabile nazionale Infrastrutture della Lega Edoardo Rixi - boccia la nostra mozione per la realizzazione della Gronda e prende ancora tempo. Abbiamo chiesto garanzie certe e univoche sull'avvio del progetto esecutivo, alla firma del ministro De Micheli, di cui oggi mi saremmo aspettati la presenza in aula. L'attuale maggioranza chiede invece altri tavoli, altri confronti su un'opera il cui progetto è stato concordato da un ampio dibattito pubblico dieci anni fa. Non si può rimandare sine die un'opera infrastrutturale indispensabile per lo sviluppo del Nord Ovest e dell'intero Paese, per la quale sono già stati fatti il 98% degli espropri come opera di pubblica utilità».

«Si può giocare con le parole, ma non si può giocare con il futuro del Paese perché è un valore non negoziabile. In Aula si declamano termini come coerenza, libertà, indipendenza quando poi ci si trova nell'anticamera del più vile degli attentati alla coerenza, del più infido degli imbrogli alla libertà, della più grossolana impostura dell'indipendenza che non ha neanche i caratteri del compromesso tanto si disvela nella sua rachitica e amorfa inconsistenza, come avvenuto oggi con il voto contrario del governo e della maggioranza rispetto alla mozione di Forza Italia a mia prima firma che impegnava il governo a sbloccare immediatamente i lavori della Gronda». Lo dichiara in una nota Giorgio Mulè, deputato e portavoce unico di Camera e Senato di Forza Italia, dopo essere intervenuto in Aula.

«L'incubo della Tav ce lo siamo lasciati alle spalle e non vogliamo rivivere con la Gronda lo stesso incubo, ma le forze che oggi compongono la nuova maggioranza, Pd e Italia Viva, da sempre a favore dello sblocco dei cantieri hanno chiesto di trovare "soluzioni condivise", di tenere aperto un "confronto con tutti gli interessati (e cioè chi?) e le forze politiche. Fuffa, nient'altro che fuffa, prendono in giro i liguri, il Paese e loro stessi solo per convenienza politica, solo per non perdere la poltrona, solo per tenere in vita un governo nato dalla paura di confrontarsi con gli elettori. Abbiamo chiesto all'esecutivo di avere un sussulto di onestà intellettuale, di schierarsi dalla parte del Paese che non ci sta a essere condannato all'immobilismo, invece con il voto contrario di questa mattina ha derogato al diritto alla crescita e allo sviluppo proprio di ogni Nazione inginocchiandosi alla decrescita dei grillini» conclude Mulè.

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