Mulè: «La confusione di Toninelli sulla Gronda la pagano gli utenti»

Dichiarazioni di Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia in Commissione Trasporti, sul 'no' del ministro Toninelli alla Gronda autostradale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

“Dopo la risposta dell’evanescente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al quesito di Forza Italia sulla Gronda di Genova, siamo quasi certi che Toninelli confonda la grande opera con uno scarico di acqua piovana – lo dichiara Giorgio Mulè, deputato Azzurro in Commissione Trasporti -. Nella più classica e scontata trincea del nullismo, Toninelli rimanda l’avvio dell’opera alla solita definizione della procedura di revoca della concessione ad Aspi. E fin qui, come al solito, niente di nuovo”.

Continua Mulè: “Ciò che al Ministero ignorano – o fanno finta di ignorare – però è che la Gronda è già stata pagata dai cittadini tramite il pagamento dei pedaggi incassati da Autostrade per l’Italia. Oggi Toninelli sostiene che in caso di revoca della concessione “il concessionario decaduto non conserva il diritto all’incasso dei pedaggi”. E tutto quello che finora è stato incassato ai fini della realizzazione della Gronda che fine fa? Sarà una sorta di buona uscita per Aspi? Sarà un grazioso quanto gravoso regalo a danno dei contribuenti?” “La verità – conclude il deputato di Forza Italia – è che, come per il Terzo Valico, al Ministero sono condannati a capitolare e a rassegnarsi alle esigenze e alle necessità del progresso e dello sviluppo, e alzare bandiera bianca verso un’opera non più rinviabile e fondamentale per Genova, per la Liguria e per il Paese tutto”.

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