Gronda, Toti si scaglia contro i Cinque Stelle

«Non serve fare proclami attraverso video in cui si promette giustizia ai cittadini per il crollo del ponte se nel frattempo si ritarda e blocca la modernizzazione della nostra rete autostradale». Così il governatore ligure

Giovanni Toti, oltre al suo impegno in vista di eventuali primarie in Forza Italia, attacca anche i rivali politici su temi che toccano da vicino la Liguria e Genova in particolare. Nello specifico il governatore ligure si scaglia contro chi, a suo dire, blocca i lavori per la gronda autostradale. 

«Cinquecento milioni di appalti - scrive Toti in una nota - pronti per la Gronda di Genova (la tangenziale autostradale indispensabile per i porti liguri dunque per la logistica dell'intero Paese). Perché non si parte? Semplice, manca la firma del ministero al progetto esecutivo. E dire che Regione ha già provveduto agli espropri e agli indennizzi per liberare il tracciato. Cosa stiamo aspettando? Quell'opera darà migliaia di posti di lavoro e una volta finita farà risparmiare tutte le imprese che spediscono o ricevono merci dai nostri scali. È questo il modo di rendere giustizia a Genova dopo il disastro del Morandi? Non serve fare proclami attraverso video in cui si promette giustizia ai cittadini per il crollo del ponte (facendo anche imbarazzanti gaffes che non commento per non infierire) se nel frattempo si ritarda e blocca la modernizzazione della nostra rete autostradale. Così si condanna Genova all'isolamento e noi non possiamo più aspettare».

Ma non finisce qui. Qualche ora più tardi le critiche si sono estese al bersaglio preferito di Toti a livello locale, ovvero Alice Salvatore.

«Alice Salvatore e i Cinque Stelle - scrive il governatore ligure - abbiano il coraggio di dire una volta per sempre che non vogliono la Gronda, così come, se non costretti, non avrebbero mai voluto il Terzo Valico, così come erano contrari alla implosione del Ponte Morandi, salvo poi lamentarsi perché non erano stati inquadrati dalla Rai durante l'evento. Incapaci si nasce, in malafede diventano ogni giorno di più, mentre gli Italiani si accorgono ora dopo ora della loro inadeguatezza. Se mai fossero stati al Governo di questa regione e di questa città sono certo che le opere fatte in questo undici mesi neppure sarebbero cominciate».

«Cara Salvatore - conclude Toti -, non si rende giustizia a nessuno impoverendo la Liguria e l'Italia come vorreste fare voi. Incapaci di costruire provate a distruggere, ma Genova ha gli anticorpi per proteggersi dalle vostre assurdità. Quanto ai veri amici di autostrade, forse siete proprio voi, che tra un processo sommario e l'altro, vi scordate di fare investire quanto dovuto per migliorare la vita degli Italiani. Ah già, ma voi volete la decrescita infelice. Per ora però l'unica decrescita, felice, è quella del vostro consenso. Non si bluffa con i cittadini per troppo tempo».

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