Manifestazione di Arenzano, l'assessore Giampedrone contro il sindaco e Renzi

Per l'assessore regionale, «il sindaco avrebbe potuto approvare un'ordinanza contingibile e urgente», e auspica una maggiore attenzione da parte del Governo

Duemila in strada, tra slogan e fischietti, per una protesta - quella degli arenzanesi bloccati dalla frana del 19 marzo - che non si può più ignorare: la grande presenza dei cittadini che ieri hanno formato un lungo corteo sulla via Aurelia è stata registrata anche dalla Regione Liguria.

In particolare, l'assessore regionale alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone auspica un analogo fortissimo impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti e il rispetto delle tempistiche prefissate: il prossimo step sarà il 16 giugno quando verranno affidati i lavori di messa in sicurezza, poi i controlli del caso e - se non ci saranno altri imprevisti e ricorsi - si potrà iniziare.

«Voglio ricordare a tutti – prosegue l'assessore alle Infrastrutture - che il sindaco di Arenzano, come più volte sottolineato dalla Prefettura, avrebbe potuto, fin da subito, mettere in campo altri strumenti amministrativi per intervenire in danno ai privati proprietari del terreno, ma evidentemente non se l'è sentita di assumersi quella responsabilità, lasciando il campo ad Anas, sotto l'egida della Prefettura. Se il giorno dopo la frana il sindaco avesse approvato un'ordinanza contingibile e urgente, a fronte della situazione di particolare gravità, Regione Liguria sarebbe andata in suo soccorso, supportandola economicamente come abbiamo poi supportato Anas».

Rispetto alla manifestazione di ieri, a cui ha partecipato anche la prima cittadina di Arenzano, «capisco perfettamente il disagio dei cittadini – aggiunge l'assessore Giampedrone - ai quali voglio esprimere tutta la mia vicinanza e il mio sostegno per la difficile situazione che stanno vivendo. Capisco molto meno, invece, il disagio espresso dal sindaco, che dovrebbe piuttosto riconoscere come percorso di pianificazione dell'intervento sia stato individuato e concordato con tutti i soggetti competenti sotto il proficuo coordinamento della Prefettura di Genova. Ricordo che Anas ha già comunicato l'apertura, il prossimo 16 giugno, delle buste della gara propedeutica alla partenza degli interventi che partiranno entro i dieci giorni successivi».

L'assessore alle Infrastrutture auspica «una maggiore attenzione e sensibilità da parte del Governo: lo stesso presidente del Consiglio, intervenuto venerdì al convegno dei Giovani Industriali a Santa Margherita Ligure, non mi pare né che abbia chiesto notizie della frana né, tantomeno, che sia andato a vedere di persona qual è la situazione. Stessa cosa si può dire del Ministro Delrio che si è ben guardato dall'attivarsi direttamente per la risoluzione della questione».

Il Pd contrattacca: «Invece di assumersi le proprie responsabilità sulla frana di Arenzano l’assessore regionale accusa, a gamba tesa, il sindaco Biorci di non aver emesso un’ordinanza per la messa in sicurezza dei terreni da parte dei proprietari. Cosa che però il primo cittadino di Arenzano ha fatto tre giorni dopo la frana del 19 marzo e cioè il 22 marzo scorso. Ma forse Giampedrone ha scarsa memoria. Il 9 maggio, inoltre, Biorci si è recata dal Prefetto per chiedere di poter sviluppare e prendere in carico il progetto di Anas per la messa in scurezza, ma Anas ha preferito andare avanti senza il supporto del Comune. Sempre il 16 maggio il direttore di Anas ha annunciato di aver pronto un crono-programma in cui si diceva che entro i successivi dieci giorni sarebbero stati posizionati i blocchi di calcestruzzo in strada – a conferma dell’avvio imminente dei lavori – e che nel giro di 21 giorni il cantiere sarebbe stato aperto. Il 31 maggio, visto che nulla di tutto ciò era stato ancora fatto e che la gara per appaltare i lavori non era mai stata avviata, il sindaco Biorci ha scritto ad Anas per sollecitarla ad avviare al più presto tutte le pratiche. Insomma più di così l’amministrazione comunale non poteva proprio fare. Ed è invece la Regione Liguria a non essere stata capace di dialogare con Anas». Il gruppo regionale del Partito Democratico insiste anche sul fatto di aver presentato due interrogazioni, richieste che però non hanno ricevuto risposta: una in cui si chiedeva l'esenzione totale del tratto di autostrada tra Voltri e Arenzano, l'altra in cui si chiedeva di non applicare per i commercianti della zona gli studi di settore.

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