Crisi Amiu, Doria lancia "l'invito": «Se ci sono maghi si facciano avanti»

Il sindaco torna ancora una volta sulla bocciatura della fusione e sulla necessità che la delibera torni in Aula Rossa, invitando i detrattori a «evitare di prendere in giro i genovesi e i lavoratori»

Per la seconda volta nel giro di una settimana, il sindaco Marco Doria affida ai social network il suo punto di vista sulla bocciatura della delibera sulla fusione Amiu-Iren, scendendo in campo per «dire esattamente come stanno le cose»: un’esigenza di chiarezza che nei giorni scorsi l’ha spinto a dichiarare di non avere intenzione di ricandidarsi alle imminenti Comunali, ma neppure di dimettersi. Per ora.

In una lista di 6 punti condivisi sulla sua pagina Facebook, Doria esordisce ricordando che «io sono sindaco dal 2012 e non avevo alcun ruolo amministrativo in precedenza. Non sono dunque responsabile per come l'azienda è stata amministrata in passato”, per poi elencare le criticità di Amiu, che oggi ha «debiti con il Comune e con le banche perché la Tari non bastava a sopportare i costi aumentati per il trasporto fuori Genova dei rifiuti» oltre che «una prospettiva di vita che termina nel 2020, quando ci sarà una gara per affidare il servizio di spazzamento e raccolta.»

«A oggi Amiu non ha un euro per realizzare quegli investimenti in impianti industriali del ciclo dei rifiuti che possono e debbono servire per Genova e per la città metropolitana - prosegue il sindaco, difendendo ancora una volta la fusione duramente contestata e bocciata, un voto che ha causato una frattura insanabile nella maggioranza: «L’aggregazione industriale con Iren consente di ottenere una proroga del contratto di servizio (altrimenti impossibile) garantendo ad Amiu di continuare a lavorare oltre il 2020; Iren può inoltre portare soldi per fare quegli investimenti (con creazione di lavoro) che Amiu non è in grado di fare. Inoltre, la sopravvivenza di Amiu oltre il 2020 consente di poter restituire il debito in un periodo lungo e in modo sostenibile finanziariamente. 

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Il post si conclude con una dichiarazioni d’intenti già espressa, e cioè quella di riportare in Sala Rossa la delibera per sottoporla, modificata, al voto del consiglio Comunale e ottenere un voto positivo: «L’aggregazione con Iren delinea un percorso, l'unico oggi possibile, per affrontare una situazione drammatica. Con il Comune commissariato e senza l'approvazione di una delibera come quella proposta l'alternativa è la Tari alle stelle o la rapida messa in liquidazione di Amiu. Due soluzioni per me inaccettabili - conclude Doria - Se ci sono dei maghi capaci di proporre ricette miracolose si facciano avanti, ma cerchino di evitare di prendere in giro i genovesi e i lavoratori».

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