Teatro della Gioventù: la Regione "impone" il dialetto e la tradizione

Dopo lo sfratto e le dichiarazioni del gestore uscente che lunedì si incatenerà all'ingresso del teatro per salvare il dialetto, la Regione mette le mani avanti e scrive ai nuovi gestori

Durante la seduta odierna del consiglio regionale è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno riguardante il Teatro della Giuventù di Genova di proprietà della Regione.

Il gestore uscente del teatro di via Cesarea il 26 settembre, lunedì, giorno dello sfratto esecutivo, si incatenerà all'ingresso del teatro, gesto estremo di una battaglia a favore del teatro dialettale.

Intanto il Consiglio della Regione ha deciso oggi di inviare una lettera al nuovo gestore del Teatro della Gioventù per richiamarlo "all’osservanza del disciplinare e alla dovuta attenzione al dialetto, al folklore e alle tradizioni liguri".

Il disciplinare sancito da un decreto della Giunta regionale prevede la programmazione di spettacoli riguardanti il folklore, la tradizione e il dialetto quali ad esempio commedie dialettali e spettacoli di musica etnica, bandistica, popolare e corale.

Il consigliere Nicolò Scialfa dell'Idv vuole garanzie: "C’è preoccupazione da parte dei professionisti del settore e dei lavoratori perché questo teatro ha sempre garantito spazio agli spettacoli dialettali e locali, mentre Massimo Chiesa, rappresentante della società che si è aggiudicata la gestione del Teatro della Gioventù, ha dichiarato sulla stampa che non intende dare spazio a teatro dialettale e amatoriale, voglio garanzie su questo tema."

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L'assessore al patrimonio Sergio Rossetti ha così fotografato la situazione: "Abbiamo fatto un bando cercando di salvaguardare le attività culturali del territorio. Il precedente concessionario non ha partecipato alla gara, ha fatto ricorso non al Tar, per il quale erano scaduti i termini, ma al Presidente della Repubblica. La commissione ha valutato l’idoneità dei requisiti richiesti per la compagnia che ha partecipato alla gara. Siamo sempre comunque rigorosi nelle gare, sia coi vecchi concessionari che con i nuovi. Chi detiene la concessione dovrà comunque onorare tutti i suoi impegni perché il teatro è un bene pubblico che deve essere tutelato. Qualora il concessionario non fosse disponibile a inserire nella programmazione quanto richiesto, la Giunta potrà intervenire nei suoi confronti".

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