Strada a mare, l'accusa: «Il ponte ferroviario è troppo basso»

Interrogazione in Consiglio Regionale in merito ai lavori della strada a mare a Cornigliano dove sussiste il rischio di un errore nella progettazione del ponte ferroviario, con un'altezza insufficiente per il trasporto delle merci

Proseguono, seppur in forte ritardo sulla tabella di marcia, i lavori alla strada a mare, ma alcuni nodi vengono subito al pettine. Se ne è discusso ieri in Consiglio Regionale, con Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) che ha presentato un'interrogazione sul sottopasso ferroviario fra il porto di Genova e la strada di scorrimento a mare per sapere dalla giunta se vi siano ragioni oggettive per cui, durante l'iter di approvazione ed esecuzione del progetto, che ha ricevuto parere favorevole da parte di tutti gli enti e soggetti coinvolti, non è stata presa in considerazione la problematica legata all'altezza del viadotto.

Già nel 2012 infatti, in un comunicato stampa, la Società Sviluppo Genova, riferendosi ai lavori di rifacimento delle linee ferroviarie a servizio del porto, sottolineava che: "queste (n.d.r. le linee) devono necessariamente essere spostate e parzialmente abbassate proprio per risultare compatibili, a fine lavori, con la presenza del viadotto che provenendo dal ponte sul Polcevera, proseguirà poi verso levante, degradando progressivamente sino a raggiungere la quota di lungomare Canepa". Il consigliere ha anche chiesto alla giunta «come intenda attivarsi per rimediare a questo gravissimo errore di progettazione che incentiva l'utilizzo della gomma e scoraggia, invece, l'utilizzo della ferrovia per il trasporto merci, modalità, quest'ultima, indispensabile per il rilancio del porto di Genova e per una maggiore apertura e competitività della Liguria e dell'Italia all'interno del mercato europeo della logistica».

Pellerano ha rilevato che il ponte della strada a mare, realizzato nel punto in cui questa si sovrappone ai binari in uscita dal porto a Sampierdarena, è stato progettato con un'altezza dai binari insufficiente per permettere il transito dei treni merci, motivo per cui si è dovuto intervenire sulla linea, creando una sorta di "sottopasso ferroviario" dove i binari scendono di circa un metro e mezzo per poi risalire dopo aver superato l'intersezione con la nuova strada a mare ma questa sequenza di pendenze dei binari, necessaria a consentire il superamento del nuovo viadotto, «determina un collo di bottiglia logistico e complica la movimentazione dei carri ferroviari poiché occorre "accorciare" i treni merci oppure utilizzare due locomotori per trainarli, con la conseguenza che si avranno tariffe più elevate per le manovre ferroviarie, tempi più lunghi e, quindi, minore efficienza e competitività del porto e del trasporto su ferro. Ricordo che nel febbraio 2013, Comune, Provincia e Regione Liguria hanno eseguito un sopralluogo presso il cantiere della nuova strada a mare senza che sia stata prospettata una soluzione del gravissimo difetto dell'opera». Pellerano ha ricordato che l'assessore comunale Bernini aveva suggerito di utilizzare un locomotore più potente.

Il consigliere ha quindi rilevato l'importanza dell'opera perché per il porto di Genova, il più importante scalo del Paese, il collegamento su ferro con il Corridoio 6, già Corridoio 24, è assolutamente prioritario, proprio perché il mercato di riferimento delle banchine genovesi è l'Italia settentrionale ed il centro – nord Europa (Svizzera e Germania) e che, per incrementare la movimentazione di merce su rotaia, occorre superare le criticità all'interno del porto genovese ed, in particolare, "occorrono dei miglioramenti infrastrutturali, a Voltri come a Sampierdarena.

L'assessore alle infrastrutture Raffaella Paita ha risposto garantendo la massima sintonia su questo tema. «Abbiamo interpellato i diversi soggetti coinvolti e nelle varie sedi abbiamo ricevuto ampie assicurazioni che il problema tecnico verrà risolto. Io però mi sento più in sintonia con San Tommaso e voglio che la Regione Liguria verifichi fino in fondo se questo corrisponde alla realtà. Sarebbe molto grave se una infrastruttura nuova andasse ad impattare in quel modo sull'attività portuale e ferroviaria. Appena sarà completata la nostra verifica darò una risposta al Consiglio. Se è vero che il problema non c'è, meglio, ad oggi non ho motivi o elementi per mettere in discussione le garanzie che mi sono state fatte. Non appena avrò tutti gli elementi che ho chiesto li comunicherò in Consiglio».

Lorenzo Pellerano si è detto «assolutamente insoddisfatto della risposta. La mia interrogazione – ha spiegato - risale al febbraio scorso ed è incredibile che in quattro mesi la Regione Liguria non sia stata in grado di raccogliere delle informazioni sufficienti. Mi auguro che queste informazioni siano raccolte al più presto. Del resto le garanzie fornite dal Comune sono contraddette dalle dichiarazioni della società Messina sul fatto che i treni non riescano a passare sotto il viadotto. E credo che queste dichiarazioni debbano essere prese sul serio».

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