Tursi, le sedute del consiglio comunale verranno tradotte anche in lingua dei segni

Dalla prima seduta di settembre due interpreti della cooperativa Sensoria si occuperanno di "segnare" il dibattito, per andare incontro alle esigenze delle persone ipoudenti

Da settembre, le sedute del consiglio comunale di Genova saranno tradotte nella lingua dei segni. L’annuncio arriva da Tursi, che ha dato seguito a un ordine del giorno approvato all'unanimità lo scorso 5 febbraio e che prevede una spesa di circa 5.600 euro a beneficio della cooperativa Sensoria, che per un anno si occuperà della traduzione.

Le sedute in lingua dei segni si aggiungono dunque alla diretta tv e agli streaming video e audio, in quest'ultimo caso disponibili anche per le commissioni. Nella determina dirigenziale di assegnazione del servizio si stimano 48 sedute all'anno, circa una alla settimana, della durata media di quattro ore ciascuna, per una spesa di circa 95 euro netti a consiglio, costo che motiva l'assegnazione diretta a Sensoria e non l'affidamento al Mercato elettronico della pubblica amministrazione, in cui il servizio pià economico e' offerto a 105 euro a seduta. 

La traduzione in Lis avverrà in simultanea, con almeno due interpreti presenti per ogni consiglio che saranno ripresi dall'emittente televisiva aggiudicataria del servizio di trasmissione in diretta delle sedute. Nel contratto sono previste anche penali nel caso in cui Sensoria non dovesse svolgere al meglio il compito, con multe che variano dai 25 ai 100 euro in caso di ritardi o malfunzionamenti della traduzione. Alla traduzione segnata si aggiungono anche appositi cartelli e la pubblicizzazione all’interno dei siti istituzionali, della possibilità di usufruire degli impianti a induzione magnetica presso l’aula consiliare e della loro estensione anche presso tutte le sedi pubbliche comunali.

«La decisione testimonia l’attenzione da parte del Consiglio nei confronti delle persone non udenti e delle loro istanze - ha detto il presidente del Consiglio comunale, Alessio Piana - Favorire la partecipazione di tutti rappresenta non soltanto un atto doveroso per un’amministrazione pubblica, ma anche un mezzo per recepire i preziosi suggerimenti di ognuno, anche di chi ha maggiori difficoltà comunicative. Ciò ci mette nella condizione di adottare decisioni che siano davvero rappresentative di tutti e, per questa ragione, che abbiano un maggior grado di efficacia».

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