Allarme cinghiali in città, la proposta di Mai: «Recinti elettirici»

La proposta dell'assessore alla Caccia è arrivata durante il consiglio Regionale. Tra gli altri provvedimenti presi in considerazione, il ripristino delle recinzioni in valpocevera

All’indomani da una giornata in cui polizia Municipale e Provinciale hanno dovuto intervenire in diverse zone della città per recuperare animali in difficoltà, la questione delle sempre più frequenti incursioni della fauna selvatica negli spazi urbani è approdata anche in consiglio Regionle, con l’assessore alla Caccia, Stefano Mai, che ha avanzato la proposta di dotare i privati cittadini di recinti elettrici per respingere in particolare i cinghiali.

L’interrogazione è arrivata da Sergio Rossetti (Pd) e Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle), che hanno portato all’attenzione della giunta anche i tagli al corpo di polizia della Città Metropolitana (ex Provinciale) e la conseguente carenza di personale per affrontare situazioni di emergenza come quella del capriolo ferito nel cimitero di Pegli o della famiglia di cinghiali che si è spinta sin sotto la Lanterna, e che ha costretto all’abbattimento di una femmina, ferita dopo un incidente d’auto.

«Per contenere il fenomeno degli ungulati che si riversano in città forniremo recinti elettrici a bassa tensione, attraverso i Piani di sviluppo Rurale, anche ai privati cittadini», ha fatto sapere Mai, che ha aggiunto che la Regione dovrebbe anche farsi carico di ripristinare la recinzione sulle alture della Valpolcevera proprio per impedire agli ungulati di scendere dalle alture e arrivare in città.

Mai è quindi tornato a parlare della necessità che tutti gli enti si muovano di concerto per arginare il fenomeno, come già aveva fatto la settimana scorsa, lanciando una stoccata al sindaco Marco Doria: «Quando sono stato informato della famiglia di cinghiali sotto la Lanterna ho tentato di contattarlo, ma non ci sono riuscito se non ore dopo. È necessario agire in modo coordinato tra tutti gli enti, Comune, Città Metropolitana e Regione, Forestale, Polizia Provinciale, Questura e Prefettura per mettere in campo misure davvero efficaci».

Immediata la replica da parte dell’opposizione, con Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione, che ha invitato il governatore Toti e la sua giunta a «definire quali sono le priorità: ha speso migliaia di euro in comunicazione, ha accesso un mutuo da 15 milioni per comprare la reggia di De Ferrari e ora sostiene di non avere i soldi per incrementare il personale della polizia Provinciale, nonostante l’allarme cinghiali di questi mesi e il fatto che gli agenti su tutto il territorio ligure siano appena 24, di cui 9 a Genova».

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