Carlo Felice, polemiche sulla nomina di Pirondini nel consiglio del teatro

Il consigliere del Movimento 5 Stelle ed ex candidato sindaco ha replicato: «Impegno a titolo gratuito, nessun conflitto d'interessi»

L'ex candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, e attuale consigliere comunale, è al centro della bufera politica dopo essere stato nominato nel consiglio di  indirizzo del teatro Carlo Felice dal ministro Alberto Bonisoli. Pirondini, maestro di viola che ha collaborato con l'orchestra del teatro genovese, prende il posto di Giuseppe Pericu, dimissionario.

Toti: «Doppia morale grillina»

Contro la nomina si è espresso il presidente della Regione Giovanni Toti, che ha parlato di "doppia morale grillina": «La nomina è la sintesi di tutto il doppiopesismo a Cinque Stelle - ha attaccato il governatore - neanche oso immaginare quante invettive, allusioni e cattiverie ci sarebbero arrivate se noi avessimo nominato nel consiglio di amministrazione del teatro lirico un candidato sindaco sconfitto, un musicista che ha lavorato per lo stesso teatro e, non ultimo, un consigliere comunale che siede all'opposizione dell'ente che decide fondi e indirizzo del Carlo Felice stesso. Pirondini è tutto questo e la cosa non suona per niente bene. Ma la musica con i grillini è sempre la stessa, è il valzer delle poltrone sulle note dei finti moralismi, del conflitto di interessi e delle false promesse di cambiamento».

Cavo: «Nomina stonata»

Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'assessore regionale alla cultura Ilaria Cavo: «Una nomina a dir poco stonata - ha dichiarato - i grillini non erano quelli contro ogni conflitto di interessi? Quelli a cui non interessavano nomine e potere? Un musicista che ha suonato (se pure come aggiunto, non con un contratto dipendente) per il teatro Carlo Felice, che (dopo aver perso la corsa per il sindaco) siede all'opposizione in un consiglio comunale che decide fondi e indirizzo per l'ente lirico da oggi va a deliberare anche nel suo cda». Contro la nomina si è espresso anche Fratelli d'Italia.

Pirondini: «Impegno a titolo gratuito, nessun conflitto»

A replicare alle critiche lo stesso Pirondini, che ha puntualizzato come il suo incarico non sia retribuito, contrattaccando: «Il mio impegno sarà a titolo completamente gratuito. Anzi, viste le numerose responsabilità che il ruolo comporta sarà mia premura stipulare, a mie spese, una polizza assicurativa che mi tuteli nello svolgimento dell'incarico. Non mi sarei mai aspettato un tale attacco personale e strumentale da parte del presidente della Regione e dell’assessore alla Cultura, ai quali risponderò solo dal punto di vista tecnico. Sono stato indicato quale rappresentante del Ministero e non del Comune di Genova in seno al Consiglio di Indirizzo della Fondazione. Ragionando astrattamente, il regolamento del Comune di Genova sulle nomine nelle società partecipate e controllate non avrebbe escluso la possibilità della nomina in questione, ma addirittura, la Fondazione Carlo Felice non è soggetto partecipato o controllato dal Comune di Genova che è solo socio fondatore insieme a Regione Liguria e Stato Italiano. E per l’appunto da quest’ultimo socio, sono stato nominato. Incidentalmente qualcuno ricorda che il Comune di Genova non determina “l’indirizzo” della Fondazione (come sostenuto da Ilaria Cavo) che non è eterodiretta dal momento che decide il proprio orientamento strategico autonomamente come qualsiasi Fondazione di diritto privato attraverso il consiglio di indirizzo, appunto, che non è un “consiglio di amministrazione” (come sostiene ancora erroneamente Ilaria Cavo) e quindi ha un ruolo di alta rappresentanza e non di amministrazione. Non esiste alcun conflitto, in ogni caso. Infatti i Consiglieri di indirizzo una volta in seno al Consiglio operano in piena indipendenza e rispondono solo nei confronti della Fondazione dell’esercizio delle medesime funzioni, non esiste alcun vincolo di mandato ed essi non rappresentano i soggetti pubblici o privati che li hanno designati o nominati, né ad essi rispondono. Infine, il fatto di aver collaborato sempre con contratti a tempo determinato, con l’Orchestra del Teatro, testimonia il fatto che della Fondazione non sono un dipendente e che quindi anche in questo caso non possa sussistere nessun conflitto».

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