Carlo Felice, Pirondini: «Accompagnato dai vigili fuori dagli uffici di Bucci»

La denuncia del consigliere del Movimento 5 Stelle, musicista e da poco nominato membro del consiglio di indirizzo del teatro lirico. Dopo un po' di attesa, è stato fatto entrare

Scortato e poi chiuso fuori dagli uffici del sindaco Marco Bucci, presidente del consiglio di indirizzo del Carlo Felice, e impossibilitato a partecipare alla riunione fissata da tempo per discutere del teatro lirico.

La denuncia arriva dal consigliere grillino Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 Stelle a Tursi, musicista da poco nominato rappresentante del ministero per i Beni e le Attività Culturali nel consiglio di indirizzo del Carlo Felice.

Una nomina che ha suscitato parecchie polemiche, e che ha portato anche a un botta e risposta social e mediatico tra Pirondini e il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. E che, stando a quanto denunciato dal consigliere, non andrebbe giù neppure al sindaco Marco Bucci, che non gli avrebbe neppure fatto arrivare la convocazione del consiglio di indirizzo, fissata da tempo per martedì mattina, e nel vederlo arrivare per partecipare avrebbe «chiesto l’intervento della polizia Municipale per farmi uscire dal suo ufficio», in cui si tiene la riunione del consiglio di indirizzo. 

«In questo momento, mentre si tiene il consiglio, io sono chiuso fuori dalla porta», ha concluso Pirondini, che già lunedì sera aveva anticipato possibili tensioni: «Nonostante domani alle ore 8,30 sia previsto il primo Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro Carlo Felice, ad ora non ho ancora ricevuto la convocazione nonostante ne abbia fatto richiesta ufficiale cinque giorni fa - aveva scritto su Facebook - Essendo certo che si tratti di una dimenticanza in buona fede del Presidente, mi recherò comunque alla riunione animato dal massimo spirito di collaborazione e con il bene della Fondazione come unico obiettivo».

Alla fine, intorno aalle 09.30, Pirondini ha nuovamente usato Facebook per comunicare che «dopo una ventina di minuti sono stato invitato a entrare in Consiglio e ho partecipato ai lavori. Il mio unico intento - ha aggiunto - è lavorare per il bene della Fondazione. Ritengo comunque grave l’accaduto che mi ha visto allontanare come un delinquente dalla riunione quando chiedevo semplicemente che il Collegio dei revisori si esprimesse dal punto di vista tecnico sulla possibilità che io fossi presente fin dall’inizio».

Il Pd all'attacco di Bucci: «Impostazione monarchica dell'amministrazione comunale»

Su quanto accaduto in mattinata è intervenuto, nel pomeriggio, anche iul gruppo Pd in Comune, i cui membri si sono detti «attoniti e stupefatti».

«Bucci sembra avere trasferito su scala locale il livello di scontro che divide il Governo, dimentico del suo ruolo istituzionale e di quello degli altri protagonisti di questa vicenda. Siamo stupefatti, è vero, ma non stupiti, perché ancora una volta si conferma l’impostazione “monarchica” dell’Amministrazione Comunale, cui sembrano sfuggire i principi normativi democratici basilari, ovvero che un consiglio di amministrazione è composto da membri nominati dalle diverse realtà che lo costituiscono, proprio per garantirne la pluralità. Nel suo ruolo di presidente del consiglio di indirizzo del Carlo Felice, a Bucci non resta che prendere atto della nomina decisa del ministro Bonisoli».

La replica di Bucci

In serata, dal sindaco Marco Bucci è arrivava la replica via Facebook: «Il consigliere Luca Pirondini questa mattina ha partecipato regolarmente al Consiglio di Indirizzo del Carlo Felice dove è stato nominato dal Ministero dei Beni Culturali. Non è stato ammesso da subito alla riunione odierna perché la sua nomina andava ratificata: è prassi, da molti anni, che il Presidente presenti il nuovo membro agli altri componenti del Consiglio che devono discuterla prima del suo ingresso. Così è stato fatto seguendo le regole e le consuetudini del Teatro».

«Chi vede in tutto ciò abusi d’ufficio (semmai l'abuso sarebbe stato di chi voleva rimanere nella stanza pur dopo le chiare spiegazioni del processo di ammissione da parte del Presidente) - ha concluso il sindaco - è stato probabilmente colpito da qualche colpo di calore».

Le polemiche sulla nomina di Pirondini nel consiglio di indirizzo del teatro lirico erano divampate nei giorni scorsi, dopo che Toti aveva fatto notare un possibile conflitto di interessi: «Doppia morale grillina - aveva detto il governatore ligure - Non oso immaginare cosa avrebbero detto a noi se avessimo nominato un ex candidato sindaco sconfitto, musicista che ha lavorato per il teatro stesso e consigliere che siede all’opposizione dell’ente che decide fondi e indirizzo del Carlo Felice. Non suona per niente bene».

Il musicista e maestro di viola aveva replicato ricordando che la sua collaborazione è a titolo gratuito e che «non esiste alcun conflitto di interessi».

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