Urla, insulti e caos in Sala Rossa, il sindaco Bucci: «Dobbiamo smetterla, la città ci rifiuta»

I malumori e le tensioni delle ultime settimane hanno trasformato le sedute in Sala Rossa in piccoli gironi infernali, tra scontri faccia a faccia, tensioni e video che hanno fatto il giro del web. E il sindaco ha deciso di richiamare tutti i consiglieri

«Lo chiedo in maniera umile: questa intolleranza verbale, da tutte le parti, è assolutamente inaccettabile». Il sindaco Marco Bucci l’aveva promesso, e alla fine ha sfruttato il consiglio comunale, un’ennesima seduta all’insegna della tensione, prolungata sino a tarda notte, per chiedere ai consiglieri di abbassare i toni.

L’escalation di malumori in Sala Rossa era iniziata la scorsa settimana con la due giorni di approvazione del bilancio: urla, nervosismi, scambi accesi tra consiglieri di maggioranza e opposizione, addirittura un alterco fisico tra i consiglieri Stefano Bernini e Alberto Campanella, con il primo che ha denunciato di avere ricevuto una testata al viso dal secondo. Anche il sindaco, durante la serata, aveva avuto uno scatto: «Stai zitta e vota», aveva detto alla consigliera del Movimento 5 Stelle Maria Tini. Scatenando proteste e polemiche da parte dell’opposizione, che aveva anche lanciato una petizione online per chiedere le scuse.

Alla fine non sono arrivate, ma in Sala Rossa, al termine di una lunga serata in cui è stata approvata la contestata delibera per la realizzazione dell’autoparco di Cornigliano, il primo cittadino ha preso la parola dopo l’ennesimo scambio aggressivo e ha chiesto a tutti di abbassare i toni.

Il primo passo è stato quello di richiamare una nota del 2015, firmata dalla giunta Doria, in cui si giustificava la scelta di tenere un consiglio a porte chiuse per evitare tensioni con i cittadini: una scelta non casuale, visto che lo scorso venerdì la commissione che si è tenuta proprio per discutere dell’autoparco era stata chiusa al pubblico, con uno degli esperti chiamati dal Movimento 5 Stelle, Andrea Agostini, portato di peso fuori dall’aula e immortalato da video che hanno inevitabilmente fatto il giro dei social.

«L’esasperazione dei toni del dibattito pubblico non fa che ridurre gli spazi e condurre prove di forza che sono all’opposto della cultura democratica, scriveva la giunta Doria nel 2015, e io non posso che essere d’accordo con questo», ha detto Bucci prendendo la parola e chiarendo che «non è possibile continuare a esprimersi in questo modo, la città ci rifiuta se continuiamo così: dobbiamo smetterla».

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