"Strappo" tra Bucci e Anac sul Morandi, il Pd presenta un'interrogazione

Il 19 marzo scorso il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione avrebbe comunicato la risoluzione del protocollo d'intesa firmato lo scorso dicembre

Il presidente di Anac, Raffaele Cantone

A due giorni dalla firma sul progetto esecutivo per la ricostruzione del ponte Morandi, e nelle ore in cui nel cantiere ovest si portano avanti le operazioni per la demolizione meccanica della pila 5, si accende la polemica sulla risoluzione del protocollo d’intesa firmato lo scorso 7 dicembre tra l’Anac e la struttura commissariale in merito ai lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto sul Polcevera.

Anac avrebbe optato per la risoluzione del protocollo per quella che sembrerebbe una mancanza di attivazione dell’intesa, che prevedeva che la struttura commissariale sottoponesse i singoli atti all’Autorità prima dell’adozione. Il commissario avrebbe invece inviato soltanto atti già pubblicati, su cui Anac di fatto non avrebbe potuto esercitare alcun controllo preventivo. 

Sulla questione, il consigliere comunale del Pd Alessandro Terrile ha deciso di presentare un’interrogazione a risposta scritta: «Si apprende che il 19 marzo scorso Anacavrebbe deliberato la risoluzione del protocollo di collaborazione per la ricostruzione del viadotto Polcevera. Che fine ha fatto il protocollo di collaborazione? - chiede il consigliere - Perché gli affidamenti superiori alle soglie previste dall’accordo non sono stati inviati preventivamente ad Anac come sottoscritto a dicembre dal Commissario? È ancora una priorità la lotta alla corruzione e all’infiltrazione criminale?».

Sabato pomeriggio, durante l’incontro organizzato per la firma del progetto esecutivo cui hanno partecipato il sindaco-commissario Marco Bucci, i sub-commissari della struttura e il vice ministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, c’erano stati diversi accenni al fatto che il commissario possa agire in deroga, sempre nel rispetto delle norme del codice penale, e molteplici riferimenti alla bontà del lavoro della struttura e alla rapidità con cui l’iter per la ricostruzione del ponte è stato avviato e portato avanti sino all’arrivo delle autorizzazioni.

«Abbiamo usato le deroghe non per evitare o aggirare i problemi - aveva dichiarato il sub-commissario Ugo Ballerini - ma per affrontarli in modo più veloce ed efficace. Si passa a una fase paradossalmente molto più semplice, responsabilità restano sulla struttura, ma anche sulle imprese».

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