Ciclabilità urbana, Genova terzultima nella classifica di Legambiente

In 24 città italiane - tra cui Genova - sono stati allestiti check-point per contare le bici che transitano nella fascia oraria tipica degli spostamenti verso l'ufficio o la scuola

Un po' per la conformazione della nostra città - fatta di saliscendi anche impegnativi - e un po' per questione di abitudine e mentalità, Genova finisce agli ultimi posti nella classifica della ciclabilità urbana. A svelarlo è Legambiente con il Giretto d'Italia 2019, iniziativa nazionale che vuole rendere visibile il traffico ciclistico delle città italiane che normalmente non è misurato nelle indagini statistiche sullo studio della mobilità.

Il Giretto d'Italia è una sorta di "gara" tra città, il cui scopo è quello di promuovere gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola effettuati esclusivamente tramite bicicletta. Nelle 24 città italiane che hanno aderito il 19 settembre sono stati allestiti check-point per contare le bici che transitano nella fascia oraria tipica degli spostamenti verso l'ufficio o la scuola.

La vincitrice - Piacenza - è quella che ha totalizzato, nel periodo di monitoraggio, il maggior numero di passaggi di biciclette (ben 4.716). A seguire Padova, Bolzano e Reggio Emilia.

E Genova? Tra le città che hanno partecipato è arrivata terzultima, con appena 196 passaggi, prima solo di Modena e Carmagnola.

Va detto che, in ogni caso, il "Giretto d'Italia" ha un valore simbolico, sia per il poco tempo della rilevazione (un giorno appena) sia perché la diversità delle città in gara in termini di urbanistica, densità abitativa e dinamiche di traffico rende complesse valutazioni più approfondite.

«Il successo del Giretto ogni anno ci racconta di un’Italia pronta a pedalare, come lo è nello spostarsi a piedi e con il trasporto pubblico quando l’auto diventa davvero l’opzione meno concorrenziale e dove c’è garanzia di sicurezza – sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente -. Promuovere una modalità di spostamento più sana e più sostenibile e ripensare le città e le strade vuol dire non solo ridurre traffico e smog, ma anche creare le premesse per un concreto miglioramento della qualità della vita urbana. Rendere sostenibile l’intero settore trasporti è la vera sfida della lotta ai cambiamenti climatici, visto anche l’impatto sempre più drammatico che questo settore ha in Italia. È possibile farlo subito, ma solo superando una visione incentrata sull’automobile privata e sui motori a combustione, per scegliere le innovazioni e integrazioni possibili tra la mobilità ciclabile ed elettrica, pubblica e condivisa. È un impegno che chiediamo sia al Governo nazionale che alle amministrazioni locali che devono saper cogliere e concretizzare la spinta che arriva dai loro cittadini»

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