Coronavirus, sanificazione e pulizia delle strade serve davvero?

Igienizzare maniglie, porte, corrimano e panchine è sicuramente utile a prevenire il contagio, ma non rende gli ambienti sicuri

Nei giorni in cui si combatte con il coronavirus e si prova l’impossibile per tentare di contenere i contagi, sono molti i Comuni che hanno deciso di adottare provvedimenti specifici tra cui anche la sanificazione e l’igienizzazione delle strade.

Da Chiavari a Bogliasco passando per Santa Margherita Ligure, diversi sindaci hanno deciso di adottare questo provvedimenti incaricando ditte di lavare le strade con soluzioni disinfettanti e di riservare lo stesso trattamento anche ai luoghi pubblici.

L’obiettivo è igienizzare soprattuto luoghi o oggetti con cui più persone possono entrare in contatto e toccare di frequente, come panchine, corrimano e maniglie delle porte. Sulla santificazione delle strade vere e proprie, però, restano dei dubbi: è davvero efficace per debellare il virus?

A questo ha risposto il governatore ligure, Giovanni Toti, che ha chiarito che «sono anche io sui social e leggo ciò che scrivete, capisco e comprendo le paure, ma sulla santificazione di strade e ambienti abbiamo già diramato numerose circolari che illustrano nel dettaglio l’efficacia».

La sanificazione, come confermato dalla task force epidemiologica di Alisa e Regione liguria, è «una procedura non utile se non in particolarissime circostanze, la sanificazione di strade, uffici e superfici non impedisce al virus di riposarsi sulle stesse strade e le stesse superfici pochi istanti dopo avvenuta la procedura». 

Se si sanifica il sabato notte, insomma, la domenica mattina non si entra in ambiente sicuro: «Il virus comunque c’è, e l’unico modo di proteggersi è mantenere le distanze, almeno un metro, un metro e mezzo, e poi non toccarsi e lavarsi le mani prima di toccare pati sensibili del corpo, naso occhi e bocca».

Sì alle strade pulite, dunque, ma la prevenzione passa come sempre dal singolo, soprattutto nel caso di un virus che si trasmette principalmente con goccioline trasmesse da persone infette, che si tratti di uno starnuto, di un colpo di tosse o di altri contatti fisici.

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