Piste ciclabili su strada a mare e in porto, la richiesta dei Cittadini Sostenibili

«Occorre cambiare i nostri stili di vita, ma anche esigere la facilitazione di questo cambiamento. Offrire ai genovesi la possibilità di spostarsi con la bicicletta in tutta sicurezza è un primo ma significativo passo» verso una città con aria più pulita

Il tema della mobilità sostenibile, almeno a parole, risulta fra le priorità delle ultime amministrazioni comunali. Ma finora, un po' per la scarsità di fondi e un po' per la mancanza di un progetto ad ampio respiro, si è fatto poco. A dimostrarlo ci sono i dati, resi nota da Legambiente, secondo cui Genova è stata la prima città d'Italia per giorni di superamento dei livelli di ozono nel 2018 (103 giorni su un limite di 25).

Per questo il gruppo Cittadini Sostenibili chiede che non si perda altro tempo e vengano assunti provvedimenti in grado di migliorare la qualità dell'aria in città, a cominciare dall'apertura della pista ciclabile su strada a mare Guido Rossa, che nel 2016 veniva definita dei media locale come “pronta in un mese, massimo due”.

Il gruppo Cittadini Sostenibili chiede anche di aprire al passaggio ciclopedonale la strada portuale che collega il Porto Antico a piazzale Kennedy (via al Molo Giano, via al Molo Cagni e via dei Pescatori). Questa seconda misura a costo zero ricucirebbe due zone centralissime della vita cittadina, rendendo possibile la mobilità dolce e non inquinante con una percorrenza in piano di pochi minuti.

Da non dimenticare che, visti gli elevati livelli di ozono e di biossido di azoto, la Liguria è sotto procedura di infrazione della Commissione Europea con possibile imminente condanna. L'Italia in generale secondo il rapporto dell'Agenzia Ue per l'ambiente detiene il record europeo per morti a causa dell'inquinamento atmosferico, circa 80mila persone decedute in un anno.

«Per quanto il traffico veicolare rappresenti solo una parte del problema, si tratta comunque di una criticità che deve essere affrontata tramite la promozione e lo sviluppo concreto di una mobilità urbana sostenibile. Si tratta della nostra salute, dei nostri figli e anche della nostra convenienza economica». 

«Il Comune di Genova ha presentato in questi anni diversi impegni per quanto riguarda il Pums - il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile - e realizzato iniziative meritevoli per incentivare l'acquisto di mezzi elettrici. Non basta, però. Il problema dell'inquinamento è complesso per tutti - amministrazione e cittadini - e occorre sbloccare più fronti per affrontarlo realmente». 

Il gruppo Cittadini Sostenibili si è già impegnato sulla mobilità sostenibile con iniziative concrete, come la richiesta ufficiale a luglio 2018 di installazione di rastrelliere per biciclette in zone strategiche del centro; richieste avallate dalle istituzioni competenti e per cui sono stati approvati i fondi, ma di cui ancora non sono iniziati i lavori.

Altre misure relativamente semplici e immediate che il gruppo Cittadini Sostenibili vorrebbe vedere in atto sono:

  1. il tracciamento di altre corsie ciclabili sull'esempio di quella realizzata in via XX settembre, che non sottraggono spazio fisico alle strade ma proteggono sensibilmente il movimento del ciclista. È urgente (e realistica) una corsia ciclabile su via Gramsci e la corrispondente apertura completa della pista ciclabile realizzata in via Buozzi.
  2. la definizione più permissiva possibile della possibilità di caricare le biciclette sui mezzi pubblici, con una relativa campagna di informazione sulle modalità corrette per farlo a seconda del mezzo (treno, metro, bus, funicolari, ascensori). L'integrazione bici-mezzi è infatti fondamentale in una città che presenta notevoli dislivelli, per facilitare la mobilità sostenibile diffusa.

«Crediamo sia il momento di considerare la mobilità sostenibile una priorità per la nostra città, la sua vivibilità, i suoi abitanti, il suo sviluppo anche turistico. Non è un optional per ambientalisti fissati, ma un'esigenza concreta e impellente, su cui chiediamo a tutte le associazioni, le aziende, gli enti e i cittadini di attuare efficaci pressioni sul sistema città e le sue istituzioni. Dobbiamo tutti fare di più, progettare di più, chiedere di più. Si prenda atto che nonostante le evidenti difficoltà, anche a Genova molti cittadini hanno scelto in questi anni la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, diventando “benefattori” ambientali e pionieri di una nuova città possibile. Occorre cambiare i nostri stili di vita, ma anche esigere la facilitazione di questo cambiamento. Offrire ai genovesi la possibilità di spostarsi con la bicicletta in tutta sicurezza è un primo ma significativo passo verso la costruzione di una città che si muova in modo sano e sostenibile, e che torni a respirare aria non tossica».

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