Pendolaria Legambiente, Genova-Acqui fra le dieci linee peggiori d'Italia

Numerosi disagi si riscontrano sulla linea che collega Genova con il Ponente e che passa per numerosi centri fino ad Acqui Terme, a causa di 46 km a binario unico e di tagli ai treni

La Genova-Acqui Terme è al decimo posto nella triste classifica delle dieci linee ferroviarie peggiori d'Italia, stilata nel report Pendolaria di Legambiente. Quest'ultima lancia la Campagna Pendolaria, presentando una anticipazione, con analisi della situazione di maggiore disagio sulle linee ferroviarie italiane, del Rapporto annuale che verrà presentato a gennaio e che quest'anno avrà come focus l'emergenza Sud.
 
Treni vecchi, lenti, su linee che vedono troppo spesso tagli e accumulano ritardi. La situazione del trasporto ferroviario italiano è sempre più divisa in due, tra una Alta Velocità con servizi più veloci e moderni e un servizio locale con diffusa situazione di degrado che spinge purtroppo i cittadini all'uso dell'auto privata, con aggravio dei costi, del traffico veicolare, dell'inquinamento. Eppure, sono circa 3 milioni le persone che ogni giorno utilizzano i treni per raggiungere i luoghi di lavoro o studio.

Le ragioni della situazione che vivono i pendolari sono chiare. I treni sono troppo vecchi. In Italia attualmente sono circa 3.300 i treni in servizio nelle regioni con convogli di età media pari a 18,6 anni, con differenze però rilevanti da regione a regione. I treni sono pochi. Dal 2010 a oggi, complessivamente, si possono stimare tagli pari al 6,5% nel servizio ferroviario regionale proprio quando nel momento di crisi è aumentata la domanda di mobilità alternativa più economica rispetto all'auto, anche se con differenze tra le diverse regioni.

Tra il 2010 e il 2015 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 26% in Calabria, 19% in Basilicata, 15% in Campania, 12% in Sicilia. Mentre il record di aumento del costo dei biglietti è stato in Piemonte con +47%, mentre è stato del 41% in Liguria e del 25% in Abruzzo e Umbria, a fronte di un servizio che non ha avuto alcun miglioramento.

Manca totalmente una regia nazionale rispetto a un tema che non può essere delegato alle Regioni senza controlli. Anche perché da Berlusconi a Renzi, chi è stato al Governo in questi anni ha una forte responsabilità rispetto alla situazione che vivono i pendolari. Rispetto al 2009  le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 25% con la conseguenza che le Regioni, a cui sono state trasferite nel 2001 le competenze sui treni pendolari, hanno effettuato in larga parte dei casi tagli al servizio e aumento delle tariffe.
 
Al contrario degli altri Paesi europei, in Italia negli ultimi 20 anni neanche un euro è stato investito dallo Stato per l'acquisto di nuovi treni. Alcune Regioni hanno fatto investimenti attraverso i Contratti di Servizio, altre più virtuose, individuando risorse nel proprio bilancio o orientando in questa direzione i fondi europei.

In assenza di una regia nazionale ci troviamo sempre di più di fronte a un servizio di serie A, per i treni ad alta velocità, di serie B nelle Regioni che hanno individuato risorse per evitare i tagli, e di serie C nelle altre Regioni. Il trasporto ferroviario italiano conta treni troppo vecchi, lenti e lontani dagli standard europei di frequenza delle corse.

Negli ultimi dieci anni sono stati realizzati alcuni interventi per la sostituzione del materiale rotabile, ma non basta assolutamente. Perché occorre aumentare il servizio con nuovi treni, a partire dalle linee più frequentate e smetterla con i tagli. Inoltre il tasso di sostituzione è ancora troppo lento dato che ha riguardato solo il 19,8% della flotta totale di treni regionali attualmente in circolazione. 
 
Le 10 peggiori linee d’Italia per i pendolari nel 2015
1.Roma-Lido. La palma di peggior linea pendolare quest’anno va alla Roma-Lido di Ostia.
2.Alifana e Circumvesuviana.
3.Chiasso-Rho.
4.Verona-Rovigo.
5.Reggio Calabria-Taranto.
6. Messina-Catania-Siracusa.
7.Taranto-Potenza-Salerno.
8.Novara-Varallo.
9.Orte-Foligno-Fabriano.
10.Genova-Acqui Terme. Numerosi disagi si riscontrano sulla linea che collega Genova con il Ponente e che passa per numerosi centri fino ad Acqui Terme, a causa di 46 km a binario unico e di tagli ai treni, per una media di 45 km/h. Qui il maltempo può causare interruzioni della linea e frane. All’ordine del giorno ritardi, scarsità di treni, soppressioni improvvise e attese interminabili.

Tabella dei tagli ed aumenti tariffari

Regioni

2010-2015

Totale dei tagli ai servizi

Totale aumenti tariffe

Abruzzo

-9,8%

+25,4%

Basilicata

-18,9%

-

Calabria

-26,4%

+20%

Campania

-15,1%

+23,75%

Emilia-Romagna

-3,9%

+16,1%

Friuli V. Giulia

-4,4%

+14,9%

Lazio

-

+15%

Liguria

-13,8%

+41,24%

Lombardia

-

+30,3%

Marche

-2,2%

-

Molise

-

+9%

Piemonte

-8,4%

+47,3%

Puglia

-3,6%

+11,3%

Sicilia

-12,1%

-

Toscana

-3,7%

+24,2%

Pr. Trento

-3,2%

-

Umbria

-

+25%

Veneto

-0,6%

+15%

                                          Legambiente 2015

Età media del materiale rotabile per Regione

Regione

Età media materiale rotabile

Treni con più di 20 anni

Numero treni

1

Abruzzo

28,3 (9,2)

84,7% (18,8%)

85

2

Basilicata

23,7 (17,8)

48,9% (14,3%)

49

3

Puglia

22,9 (21,8)

64,4% (62,8%)

144

4

Sicilia

22,5

44,1%

148

5

Lombardia

21,4 (7,5)

77,2% (14,9% )

448

6

Calabria

21,1

46,7%

117

7

Umbria

19,9 (18,2)

66,3% (65,8%)

68

8

Sardegna

19,5

43,7%

86

9

Liguria

19,5

42,2%

68

10

Marche

19,3 (18,4)

49,5% (25%)

100

11

E. Romagna

17,7

38,2%

144

12

Friuli V. G.

17,4 (11,8)

45% (7,5%)

35

13

Campania

17,3 (16,1 )

78,3% (35,9%)

431

14

Piemonte

17,2 (16,6)

36,6% (34,2%)

309

15

Lazio

16,8 (15,9 )

58,5% (37,3%)

392

16

Molise

15,6

31,8%

22

17

Pr. Trento

15,5

11,4%

50

18

Veneto

13,9

32,7%

170

19

Valle d’Aosta

13,7

21,1%

27

20

Toscana

12,5

18,5%

338

21

Pr. Bolzano

12,3

0%

59

ITALIA

18,6 (16,1)

44,9% (30,8%)

3.290

   Legambiente 2015.

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   Nota: i dati in parentesi indicano i valori di età media e di percentuale dei treni con più di 20 anni prendendo in considerazione i revamping   effettuati.

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