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Brucia la foresta amazzonica, Friday for Future scende in piazza anche a Genova

Venerdì 23 agosto manifestazione in via Pio VII davanti al consolato brasiliano e presidio in piazza De Ferrari contro il governo Bolsonaro

Brucia, a una velocità mai vista prima, la foresta pluviale amazzonica e, per questo motivo il movimento Friday for Future scenderà nelle piazze di tutto il mondo, Genova compresa, per fare sentire la propria voce e protestare contro le politiche del governo brasiliano guidato da Bolsonaro. L'appuntamento a Genova è per venerdì 23 agosto 2019 in via Pio VII a Quarto di fronte al consolato brasiliano. Alle 17 i manifestanti si sposteranno in piazza De Ferrari e alle 17.30 inizieranno un presidio in piazza per sensibilizzare i genovesi.

«In questo esatto momento - spiega Friday for Future con un comunicato -  giganteschi incendi boschivi che si espandono a velocità mai viste prima stanno distruggendo la foresta pluviale amazzonica. La nostra casa è letteralmente in fiamme, e i polmoni del nostro pianeta si stanno riducendo in cenere. Solo lo scorso mese, mentre l’IPCC stava rilasciando il suo nuovo rapporto speciale nel quale ribadisce l’urgenza di azioni per combattere il collasso climatico, vastissimi incendi stavano divampando nell’Artico. Questi sono solo alcuni dei più recenti esempi della crisi climatica, causati dal cambiamento climatico. Stiamo andando incontro una incontrollabile sequenza di eventi che distruggerà i nostri ecosistemi e, di conseguenza, la nostra sopravvivenza su questo pianeta».

«Quella amazzonica - proseguono gli ambientalisti - è la più estesa foresta pluviale che esista, con la maggior biodiversità al mondo. L’impatto degli incendi che stanno interessando l’Amazzonia è duplice: la foresta pluviale da un canto svolge un ruolo cruciale come assorbitore di carbonio; dall’altro, ora che brucia, rilascia massicce quantità di gas serra nell’atmosfera; accelerando così il feroce ciclo del riscaldamento globale. Da quando il Presidente Jair Bolsonaro è salito al potere, gli incendi boschivi sono incrementati costantemente, alimentati sia dalle siccità ma anche dalle terribili politiche ambientali dell’esecutivo brasiliano, che vede la foresta amazzonica solo come una mucca da mungere. Nel frattempo l’economia globale continua a consumare prodotti brasiliani, e siglare trattati commerciali, come ha fatto l’Unione Europea con gli stati del gruppo Mercosur, un accordo che causerà altri serissimi danni all’Amazzonia e a tutta l’agricoltura sudamericana».

«Chiediamo quindi che l’esecutivo di Brasilia si allinei con gli obiettivi che Fridays for Future si aspetta da tutti i governi - concude Friday For Future - : contenere l'aumento della temperatura media globale entro gli 1,5°C, rispetto al livello pre-industriale; garantire giustizia climatica, nel rispetto dell’equità e seguire la Scienza più autorevole e unita attualmente disponibile. È nostro dovere manifestare solidarietà nei confronti del popolo Brasiliano, e specialmente delle comunità di frontiera e le popolazioni indigene, le quali sono le più colpite dalla distruzione della foresta Amazzonica. Questo non è solo un problema locale, ma una questione che ha ripercussioni globali e, pertanto, noi sollecitiamo i decisori politici di tutto il mondo a prendere la dovute azioni e a denunciare la distruzione di questo essenziale ecosistema».

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