"Les Sylphides - Paquita": il grande balletto russo a Camogli

Sabato 10 novembre alle ore 21 arriva al Teatro Sociale di Camogli lo spettacolo Les Sylphides - Paquita. Il biglietto costa 22 euro, per gli under 26 costa 15 euro, mentre gli under 12 pagano 12 euro.

Lo spettacolo, a cura del Teatro Carlo Felice, è presentato dal Balletto del Teatro dell’opera di Chelyabinsk, con la coreografia di Marius Petipa, regia di Yuri Klevtsov, scene e costumi di Dmitry Cherbadzhi.

L'evento fa parte di "Russians Season 2018", una grande manifestazione volta a valorizzare l'Anno della Cultura Russa in Italia con il coinvolgimento di ben 74 città. Dello stesso progetto, che approda per la prima volta a Camogli, farà parte anche Djagilev Gala, serata dedicata al mondo di Sergej Pavlovič Djagilev, in scena al Teatro Sociale il 26 novembre con la partecipazione dell'Opera di Stato di Mosca "Nathalia Sats".

Les Sylphides è un balletto in un atto privo di una vera e propria trama, che si svolge in un bosco alla luce della luna, dove un giovane poeta cerca l’ispirazione danzando sulle note di Chopin insieme alle Silfidi. Il balletto si inserisce nella tradizione del balletto romantico in bianco (balletblanc), che privilegia le ambientazioni notturne associate a regni fantastici, accentua il ruolo delle ballerine quali protagoniste principali del balletto con un defilamento del ruolo maschile, introduce le figure eteree degli spiriti in tutù romantico bianco. Les Sylphides è sicuramente un balletto incentrato sulla celebrazione delle musiche di Chopin, da cui il nome Chopiniana originariamente associato al balletto e tutt’ora in uso per gran parte produzioni. La prima versione del balletto,  con la coreografia da Mikhail Fokine, fu presentata al Mariinsky Theatre nel 1908, tuttavia la versione messa in scena dal Balletto del Teatro dell’Opera di Chelyabinsk, è quella che è stata presentata per la prima volta al Théâtre du Châtelet di Parigi nel 1909 sotto la guida dell’impresario teatrale russo Diaghilev.

Paquita, balletto in due atti e tre scene, libretto di Paul Foucher e musica di Édouard Deldevez, debuttò all’Académie Royale de Musique di Parigi il 1 aprile 1846 con le coreografie di Joseph Mazilier. Tutto ciò che riguarda la parte danzata di quello spettacolo d’esordio è andata perduta, ma non le successive versioni che Marius Petipa preparò per San Pietroburgo, destinate a diventare le predilette dalle compagnie di balletto. Petipa sentì la necessità di ampliare le musiche originali e incaricò del lavoro Ludwig Minkus, che diede un contributo di classe e raffinatezza al lavoro artigianale di Deldevez. Nacque così uno dei balletti più spettacolari del repertorio romantico, e anche dei più realistici: la protagonista non è una creatura femminile sovrannaturale, una silfide o una villi, ma una ragazza in carne e ossa, una gitana che si scoprirà essere una nobile rapita da bambina (il che le permetterà, alla fine, di sposare l’ufficiale francese Lucien).

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