"Sogni e figure": la mostra

Le opere di Ario Noris (pseudonimo di Giorgio Gazzolo) sono sospese tra razionalità ed inconscio in un gioco di allusioni che si disvelano nel tessuto cromatico e segnico dell’articolazione spaziale. L’artista agisce in maniera libera rincorrendo il fluire delle linee sulla superficie pittorica, perché, lasciandosi guidare solo dall’istinto, in una sorta di automatismo, la mano si muove più velocemente della mente e interviene solo in un secondo tempo. Le forme che così si delineano in questo procedimento vengono poi interpretate, definite e messe in rilievo mediante l’intervento del colore.

Questa genesi creativa trova quasi consonanza con la componente interpretativa del test di Rorschach, permettendo all’artista di attingere alla parte più profonda ed autentica della sua fantasia, ricavandone immagini cariche di leggerezza e poeticità. L’andamento energico e sinuoso della pennellata rivela la velocità di esecuzione della prima fase di stesura dell’opera, richiamando la gestualità rituale della calligrafia orientale, e facendo emergere rapporti di pieni e di vuoti animati da un continuo ritmo interno del divenire. Il forte senso del colore e del segno gli permettono di orchestrare un ricco lessico formale in cui, però, predominano sempre il timbro strutturale e la scomposizione tendenzialmente geometrizzante.

La pittura di Ario Noris si connota per una figurazione ambigua che tende verso l’astrazione, in cui è evidente un influsso surrealista: la mutevolezza e compenetrazione delle forme accentua le immagini di un ulteriore senso di indeterminatezza che le rende apparizioni enigmatiche e fuggevoli, come se emergessero da una dimensione onirica. La consonanza con il sogno è rivelata anche dalla presenza ricorrente di simbologie come la luna o il serpente. Quest’ultimo, in particolare, secondo una delle interpretazioni più diffuse, allude al tema dell’eros. Infatti, nascosta nella maggior parte delle opere, affiora la figura morbida e aggraziata del corpo femminile, oggetto del desiderio ed ispiratrice di romantiche visioni.

La scelta di una rappresentazione stilizzata denota l’approccio ironico e giocoso dell’artista, un invito a varcare i confini della ragione e abbandonarsi al piacere della fascinazione visiva e mentale dell’arte per riappropriarsi della propria immaginazione.

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