Aldo Mondino: moderno, postmoderno, contemporaneo

Mostra articolata su due sedi:
- MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA VILLA CROCE
Opere 1960 – 1990

- PALAZZO DELLA MERIDIANA
Opere 1980 – 2004

Installazioni Site-Specific
Palazzo Ducale / Palazzo Rosso / Palazzo Bianco / Palazzo Reale / Casa di Colombo / Acquario di Genova

La mostra si articola in due sedi, presentando la produzione pittorica, scultorea e ambientale di quarant’anni di ricerche che per le loro qualità formali e concettuali sembrano frutto di molteplici personalità artistiche.

A undici anni dalla morte di Aldo Mondino (Torino, 1938-2005), questa grande antologica vuole mostrare le qualità della poliedrica produzione di quest’artista piemontese per permettere al mondo internazionale dell’arte di comprenderne l’importanza.

Artista tra i più eclettici della sua generazione, Aldo Mondino è il più significativo rappresentante della poetica post-moderna italiana. Attraverso il suo lavoro si è riappropriato delle ricerche stilistiche e formali delle avanguardie artistiche, citando e scherzando allo stesso tempo con le opere dei suoi contemporanei.

I riferimenti presenti nei suoi lavori spaziano dal Surrealismo alle ricerche Dada, dal Pop al Concettuale fino a citare e stravolgere le opere di grandi maestri come Casorati, Degas, Picasso, Giacometti o Capogrossi.

Mondino pratica tutto il contrario di tutto, mescola tecniche, materiali e generi, cambiando il modo di vedere le cose e la loro funzione (esemplari i tappeti dipinti su eraclite). A partire dai primi anni ‘80, realizza sculture di cioccolato, dipinti su linoleum, mosaici di marshmallow, tappeti di caffè e di granaglie, lampadari di penne Bic oltre a sculture in bronzo, vetro, ceramica e legno. Tutto per Mondino è fonte d’ispirazione, dagli abbecedari ai classici dell’arte, dal Palio di Siena alle tradizioni religiose e mistiche.

La seconda parte della sua vita è segnata da un inarrestabile bisogno di perdere coscienza di sé. Questa forma d’escapismo da un’Italia travolta dal boom economico e stravolta dalle lotte di classe, si manifesta, come nell’amico e compagno di ricerche Alighiero Boetti, nella ricerca mistica, nell’alcool e nelle donne, ma soprattutto in lunghi soggiorni in luoghi esotici, (Turchia, Marocco o India), in cui trova i soggetti per la sua pittura.

Il Museo di Villa Croce presenta la prima produzione di Aldo Mondino concentrandosi sulle straordinarie installazioni ambientali dell’artista, sulle opere di matrice Pop (presentati alla Biennale di Venezia del 1964) e sui lavori creati con il cioccolato e le caramelle in risposta alle ricerche dell’Arte Povera.

Palazzo della Meridiana, invece, presenta importanti cicli pittorici legati alla sua fase più matura, opere nate dai suoi viaggi nel bacino del Mediterraneo, opere come i ‘dervisci’ che, catturati nel loro roteare mistico, gli valsero numerosi riconoscimenti e un padiglione monografico a La Biennale di Venezia del 1993.

La mostra, inoltre si arricchisce di sei interventi monumentali installati in alcune delle più importanti istituzioni museali genovesi, articolandosi come un percorso sorprendente, in cui niente è come appare e in cui la grandiosa e storia della città viene reinterpretata dall’ironia dissacrante di questo artista.

È una caccia al tesoro che dalle sale neoclassiche di Villa Croce, ci spinge a scoprire la medievale Casa di Colombo, stupendoci con la superba monumentalità di Palazzo Ducale, per entrare nei saloni da ballo dei famosi Palazzi di Strada Nuova; dopo averci fatto affacciare sul mare delle terrazze di Palazzo Reale, ci immerge sottacqua nelle sale dell’Acquario, guidandoci fino al meraviglioso atrio liberty di Palazzo della Meridiana.

In occasione della mostra l’Archivio Mondino pubblica il 1° volume del catalogo generale dell’opera di Aldo Mondino, edito da Allemandi, Torino.

www.aldomondino.it

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