Mostra personale di Gaia Cambiaggi “Invernaderos”

Primo Piano di Palazzo Grillo è lieto di ospitare la personale di Gaia Cambiaggi, “Invernaderos”, a cura di Emilia Giorgi, in mostra dal 20 settembre al 3 novembre, da mercoledì a domenica dalle 16 alle 20. L'opening, alla presenza dell'artista, si terrà giovedì 19 settembre alle 18.

Si tratta di una delle ricerche fotografiche più riuscite dell’artista che indaga le trasformazioni del sistema di produzione agroalimentare nel mondo, con particolare attenzione all’agricoltura in serra. Il progetto prende avvio nel 2013 per intercettare temi di natura geopolitica legati al territorio, all’economia comunitaria e al flusso di lavoratori coinvolti.

Il progetto analizza come le strutture architettoniche utilizzate si relazionino al paesaggio urbano e rurale, influenzandone profondamente la morfologia. Le serre rappresentano un’architettura ripetitiva e monotona che lascia un’impronta profonda sulla topografia del luogo.

Cambiaggi che è cresciuta in Liguria, una regione nota per la coltivazione dei fiori, dà a questa tematica un respiro per ora europeo e presto mondiale. In Liguria diventano una forma di urbanizzazione agricola, in aperto conflitto con il paesaggio circostante. Da questi luoghi, fortemente compromessi dall’industria dei fiori, ora in declino economico, prende avvio la ricerca fotografica dell’autrice genovese, secondo un progetto in costante crescita.

Nel tempo, la ricerca dall'Italia si estende all’Olanda che mantiene la più alta concentrazione di serre nel mondo, per poi arrivare ad analizzare il caso della provincia di Almeria in Spagna, estremo per il rapporto tra paesaggio e industria agricola in vivaio. Qui Cambiaggi documenta quell’area di circa 200 km2 drammaticamente invasa da serre con coperture in polietilene nota come El mar de plástico, dove la produzione di ortaggi è garantita a costi contenuti, anche grazie all’utilizzo di lavoratori provenienti da Africa ed Europa dell’Est.

“ll lavoro sulle serre” come scrive Federico Nicolao, “nasce per provare a narrare una situazione che ha i tratti dello straordinario e del quotidiano ma che in realtà permette al mezzo fotografico di individuare non poche analogie con la condizione dell'uomo: dal confort alla prigionia, dalla cura allo sfruttamento, dalla valorizzazione all'abbandono, dall'uso al libero sviluppo, dall'isolamento alla vita in comunità.”

Gaia Cambiaggi nasce nel 1977 a Genova, dove vive e lavora. Artista e fotografa, il suo lavoro riguarda principalmente l'architettura, la città e i paesaggi antropizzati osservati in relazione alle comunità che li abitano. Tra le mostre più recenti in Italia, The Third Island, La Triennale di Milano e Verso il Mediterraneo. Sezioni del paesaggio da Salerno a Reggio Calabria, Istituto Centrale per la Grafica, Roma, in collaborazione con MAXXI. All’estero il suo lavoro è stato esposto alla Shenzhen-Hong Kong Biennale of Architecture and Urbanism e a Experimenta (Lisbon Design Biennial). Le sue fotografie sono state pubblicate su riviste, libri, giornali ed editoriali d'arte tra cui The New York Times, The Guardian, Domus, Abitare, Monocle, Rolling Stone, Icon Design, Tank, Citizen K e molti altri.

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