"Fraseologia" di Giuliano Galletta

Ha scritto Roland Barthes: “Quel che ci interessa è l’oggetto frase”. Giuliano Galletta lo prende in parola e presenta in questa mostra una sintetica selezione di opere intorno all’idea di frase come corto circuito semantico in cui il verso si coniuga con lo slogan, l’iconologia con la narrazione.

Si tratta di una raccolta strutturalmente frammentaria, un’antologia di sintomi che segnala una nevrosi, un’ossessione – che si protrae da più di un quarantennio - che concerne i limiti fisici e mentali del linguaggio e, soprattutto, aporie della vita.

Giuliano Galletta è nato a Sanremo nel 1955. Vive a Genova. Artista, giornalista e scrittore, è attivo dalla seconda metà degli anni Settanta, ha esposto in gallerie e musei italiani e stranieri. Nel 2010 ha presentato al museo di arte contemporanea di Villa Croce, a Genova, la mostra antologica “Il museo del caos”. Fra le mostre più recenti, “Anamnesi”, con Beppe Dellepiane (IMFI, Ex ospedale psichiatrico di Quarto, Genova, 2018), la personale “Non mi fare paura” (CE/Contemporary, Milano, 2017) e la collettiva “Arte e perturbante” (Museo comunale di Ascona, 2017). Ha pubblicato “tous jours” (edizioni Sileno, 1979), la raccolta di poesie “Un impossibile giorno” (edizioni Sileno, 1990), il saggio “Il televisore. Dal totem casalingo alla realtà virtuale” (Gribaudo, 1995), “Almanacco di un altro anno” (Antilibro-posteditore, 2004). “Sanguineti/Novecento. Conversazioni sulla cultura del XX° secolo” (il melangolo, 2005), ”Sabrina e l’arte della felicità” (il melangolo, 2006), “Volti & risvolti”, con Gianni Ansaldi (Sagep, 2009), “Il mondo non è una pesca” (Socialmente, 2010), “Il museo del caos” (Il Canneto editore, 2010), “Non voglio essere me stesso” (Il Canneto editore 2012), “Materiali per un romanzo visivo” (Mucas editore, 2014). Nel 2004 ha vinto il premio giornalistico Saint Vincent per la rubrica “Venti righe”, apparsa sulla prima pagina del quotidiano Il Secolo XIX dal 2001 al 2004. Dal 2011 tiene sul Secolo XIX la rubrica “Posta e risposta”- Nel 2015 ha scritto con Pino Petruzzelli lo spettacolo “Bèsame mucho” ispirato a Edoardo Sanguineti e prodotto dal Teatro Stabile di Genova. Nel 2017 è stato fra 8 curatori della mostra “Gli anni del 68. Voci e carte dall’archivio dei movimenti” che si è tenuta al Palazzo Ducale di Genova.

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