Storia e curiosità sulla fontana di piazza De Ferrari

Un mese dopo l'inaugurazione, sul fondo della fontana furono recuperate 5.500 lire, monetine che la gente gettava come gesto porta fortuna: la somma fu donata in beneficenza

Impossibile pensare a piazza De Ferrari senza la sua fontana, uno dei simboli della città.

Sempre e da sempre presente nella vita di ogni persona che passa quotidianamente per il centro di Genova, i cittadini sono abituati a vedere l'acqua che cambia colore in base alle ricorrenze e alle Giornate Mondiali più disparate, per sensibilizzare la popolazione.

Ma qual è la storia di questo simbolo della Superba, forse uno dei più fotografati dai turisti dopo la Lanterna?

La fontana è un monumento abbastanza recente, così come recente è anche piazza De Ferrari e il moderno centro di Genova: la piazza venne costruita all'inizio del XX secolo, in seguito alla realizzazione di via XX Settembre e via Dante, e allo sbancamento del colle di Sant'Andrea.

Un colle spianato per fare spazio al moderno centro città

Quest'ultimo è un dettaglio non da poco: infatti, prima della piazza, soprattutto nella zona sud-est, c'era un colle sul quale era stata costruita persino un'antica chiesa con convento (trasformato in carcere, durante il corso della sua esistenza). Intorno al colle sorgevano anche alcuni palazzi. Difficile da immaginare, ma vero. Nel 1904 l'intero colle venne spianato, demolendo anche tutte le case e parte delle "mura del Barbarossa" risalenti al 1155, proprio per fare spazio al moderno centro città.

Tornando alla piazza, con essa, negli anni, arrivò anche la fontana: dapprima era prevista solo una rotatoria con un'aiuola, ma la soluzione non risultò convincente, e dunque si optò per la fontana.

Un dono importante ma anche molto "ingombrante"

Il bacile in bronzo fu regalato dal figlio del banchiere e armatore Erasmo Piaggio, che in vita aveva espresso la volontà di lasciare qualcosa di duraturo in dono alla città: sulla vasca più interna, infatti, si legge la frase "Tenace affetto di Ligure, superando il destino, alla sua città donava", che è riferita proprio a Piaggio.

Il bacile venne completato e posizionato nel 1936, operazione non facile poiché era talmente imponente da non poter passare per i "caruggi". E infatti fu trainato fino alla Foce, e poi per via XX Settembre fino alla piazza. 

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Un simbolo amato dai genovesi

Fin da subito la fontana, con il suo aspetto maestoso, conquistò il cuore dei genovesi, tanto che molte persone gettarono nella vasca monete come gesto porta fortuna: un mese dopo l'inaugurazione, furono recuperate 5.500 lire - per allora una bella cifra - donate al Comitato Comunale dell'Opera Nazionale Maternità ed Infanzia.

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