"O Prinçipe Picin" e "O Principin": il Piccolo Principe parla genovese

Il famosissimo libro per bambini (ma non solo) è stato tradotto da più autori

Il fascino de "Il Piccolo Principe", il libro di Antoine de Saint-Exupéry, è immortale e si sa, ha catturato grandi e piccini.

Forse però non tutti sanno che questo libro ha colpito in modo particolare gli abitanti del capoluogo ligure, che hanno scritto almeno due versioni del libro in "zeneize".

C'è "O Prinçipe Picin", nato da un'idea di Igina Righi D'Alessio e tradotto da Franco Bampi, presidente dell'associazione "A Compagna" utilizzando la grafia ofiçiâ dell’Academia Ligustica do Brenno per ottenere il risultato più preciso possibile. L'idea - a dire il vero - fu della figlia di Iginia Righi D'Alessio, che collezionava il libro in tutte le lingue del mondo, dialetti compresi.

Ma sugli scaffali delle librerie compare anche "O Prinçipìn" tradotto da Alessandro Garibbo. La sua avventura nacque quando una sua poesia in genovese venne pubblicata sulla rivista belga "Micromania", che si occupa dei dialetti delle lingue romanze. Un lettore, ex professore di filologia ed editore, si mise in contatto con Garibbo proponendogli di tradurre il celebre libro.

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