La leggenda del fantasma di Nina Giustiniani, l'amante infelice di Cavour

Si dice che ancora oggi compaia la macchia del suo corpo sotto il palazzo da cui si gettò per suicidarsi

La marchesa genovese Anna Schiaffino Giustiniani, meglio conosciuta come Nina, vissuta tra il 1807 e il 1841, è ricordata per essere una patriota italiana e animatrice di uno dei "salotti" politici repubblicani dell'epoca, ma anche per la sua relazione con Camillo Benso conte di Cavour.

I due si conobbero nel 1830, quando lei era già sposata a Stefano Giustiniani. Cavour approdò a Genova per iniziare la sua attività di ufficiale alla Direzione del Genio dell'esercito del Regno di Sardegna, e incondrò Nina. Da allora iniziò una lunga e tormentata relazione, con un cospicuo scambio di lettere: addirittura, la donna inseriva nelle buste indirizzate all'amato ciocche dei suoi capelli biondi.

Però a un certo punto Cavour venne richiamato a Torino: per la marchesa fu un duro colpo e scivolò nella depressione; nonostante la corrispondenza continuasse, lei cercò più volte di raggiungerlo ma all'epoca la distanza era davvero un grande ostacolo. Nel 1835, Cavour promise di andarla a trovare, ma un'epidemia di colera lo bloccò a Torino: lei cercò di scappare per raggiungerlo, ma venne bloccata da alcuni ufficiali. Avvisato del suo gesto, il conte le scrisse per rassicurarla e per dirle di rimanere a casa.

Lei però prese probabilmente quelle parole come un rifiuto, e cercò più volte di suicidarsi, riuscendoci poi nel 1841, all'età di 34 anni, gettandosi da una finestra di palazzo Lercari-Parodi in via Garibaldi. E la leggenda vuole che ogni anno, a fine aprile, all'anniversario della sua morte, sotto il palazzo, il suo fantasma faccia comparire, ancora oggi, la macchia del suo corpo sul marciapiedi.

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