La Superba tra miti e leggende: la storia di piazza dell'Amor Perfetto

Tra il labirinto di caruggi, vicoli e viuzze del centro storico capita spesso di imbattersi in scorci di rara bellezza, che nascondono storie inaspettate. Come quella dell'amore tra Tommasina Spinola e re Luigi XII

Anche se c’è chi lo definisce un luogo comune, è vero che spesso, nel corso della vita, capita di conoscere meglio posti distanti dalla propria quotidianità piuttosto che le città e i quartieri in cui si vive e si lavora. Un concetto vero soprattutto per Genova, che con il suo centro storico, il più grande d’Europa, è una miniera di scorci caratteristici, viuzze tortuose e caruggi intrisi di tradizione che nascondono storie e aneddoti a volte sconosciuti anche a chi ci vive, li attraversa e li frequenta tutti i giorni.

Un vero e proprio patrimonio storico e culturale cui residenti e associazioni si dedicano a proteggere con costanza e dedizione ogni giorno, con piccoli e grandi gesti finalizzati a restituire il quartiere a chi vi abita e a renderlo più affascinante a turisti e visitatori, organizzando anche gite guidate e manifestazioni a tema. Ed è proprio durante giri più o meno istituzionali nelle pittoresche vie del centro storico che capita di imbattersi in scorci di rara bellezza, che nascondono storie inaspettate: è il caso, per esempio, di piazza dell’Amor Perfetto, un piccolo spazio incuneato tra via degli Orefici e vico delle Vigne, dove la leggenda narra che si sia consumato un amore finito tragicamente.

Per scoprire le origini del poetico nome della piazza bisogna risalire agli inizi del 1500, quando Genova si preparava ad accogliere con tutti gli onori Luigi XII, sovrano di Francia, deciso a visitare la Superba con il suo esercito. Tra i tanti ricevimenti organizzati dai nobili genovesi per rendergli omaggio, il re partecipò a un ballo dove incontrò lo sguardo di Tommasina, bellissima nobildonna con cui scoccò il colpo di fulmine. Ai tempi la giovane era sposata con Luca Battista Spinola, discendente di una delle casate più potenti e influenti della città, ma complice l’intendio, la possibilità concessa alle nobildonne di scegliere un amore platonico, puro e casto, il sentimento tra i due rimase immutato sino a quando il re non fece ritorno in Francia.

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Tommasina rimase dunque tra le mura del suo palazzo, nel centro storico della Superba, fiduciosa di rivedere presto l’amato, sino a quando non arrivò la notizia della sua tragica morte durante la battaglia di Cerignola: una notizia che si sarebbe rivelata poi falsa, ma che spezzò il cuore alla giovane, che trascorse settimane a consumarsi di dolore sino a morirne. E fu così che, secondo la leggenda, quando Luigi XII fece ritorno a Genova anni dopo, sapendo della morte dell’adorata Tommasina, decise di renderle omaggio recandosi nella piazza, e con fare nostalgico si rivolse alle finestre sospirando che «sarebbe potuto essere un amore perfetto».
 

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