Da Gomorra a Game of Kings: Ivan Improta protagonista nel set ligure

Il prossimo set si svolgerà a Cassagna, nel comune di Ne, sabato 11 maggio

Da Gomorra a Game of Kings. La serie televisiva ideata da Dario Rigliaco, diretta da Gioele Fazzeri e girata in Liguria si arricchisce di un volto noto sui piccoli schermi, quello di Ivan Improta, lo "sgherro" napoletano di Gomorra.

Il regista Giole Fazzeri ha deciso di cambiare programma e il prossimo set si svolgerà a Cassagna (nel comune di Ne) sabato 11 maggio. Rimandate quindi a giugno le riprese nel borgo di Balestrino in provincia di Savona, il set sarà quindi attivo nel suggestivo borgo medievale sulle alture di Lavagna tra giorno e notte. La Curiosità è tanta, nel frattempo la produzione ha reso pubblico l'episodio 5, che è l'episodio di collegamento tra la prima parte della serie e la seconda che sarà presentata al cinema a settembre. Dopo la prima visione su 7gold, è disponibile in rete.

Al fianco di Luca Cevasco e della nota attrice ligure di teatro Raffaella Baroncelli, a far notizia è senza dubbio Ivan Improta, che raggiungerà il cast direttamente da Napoli. Lo "sgherro" napoletano di Gomorra, diverrà lo "sgherro" della contea di Prestonshire, avvolta nel mistero e nella pericolosità della notte. Un attore di pregio ad arricchire ancora di più il cast della produzione Ligure. La settimana scorsa è entrato nel cast Pierluigi Ferrero, la prossima sarà la settimana di Fabrizio (il famoso YouTuber "sei_tu_sei?!"), ma questa è la settimana di Ivan Improta, che ha anche rilasciato un'intervista sulla sua partecipazione.

Ciao Ivan, c'è grande aspettativa per il tuo ingresso in Game of Kings. Sei pronto a interpretare il perfido Rogar?

«Chiedere ad un attore di essere pronto è sempre una grossa responsabilità. Cominciano le ansie, le paure entrano in gioco insieme alle paranoie di un attore che va ad interpretare un nuovo personaggio, ma anche gli stati d'animo positivi e nel caso di Game of Kings tanta tanta curiosità essendo questa una serie fantasy e non mi era ancora capitata un'esperienza simile. Credo inoltre che un attore possa essere pronto sempre al 50%, almeno non prima di trovarsi sul set. L'altro 50% potrà solo scoprirlo dopo aver terminato il il primo "Ciak"».

Sei l'attore della serie che farà più km per raggiungere il set. Da Napoli fino al borgo medievale di Cassagna, vicino Genova. Come è nato tutto questo?

«Si è vero, arrivo da Napoli da dove oramai vivo da tre anni e pratico la mia professione d'attore, ma Genova è una città che porto nel cuore in particolar modo, vecchie relazioni d'amore a distanza durate tre anni. Amo Genova forse come amo Napoli e tutte le città di mare. Il borgo medievale di Cassagna non lo conosco ma sono molto felice di poterlo conoscere grazie anche al mio lavoro che spazia da anni dal cinema al teatro. Del resto i borghi medievali italiani, molti dei quali poco conosciuti, sono una scenografia a cielo aperto dove poter ambientare forse le opere più interessanti e belle in assoluto. Come le isole di Ischia, Capri il postino per Procida come Matera per per la passione di Mel Gibson. Come adesso Napoli set cinematografico nei vicoli per il romanzo dell'amica geniale. 
Spesso si naviga online alla ricerca di una possibilità per un attore di potersi mettere in gioco e poter vivere una nuova esperienza. Ho trovato l'annuncio di questa nuova serie, Game of Kings, avevo capito che si trattasse di una serie di stampo medievale ed io che sono appassionato di film e serie televisive in costume d'epoca ho inoltrato la candidatura. Successivamente sono stato selezionato per Rogar».

Tutti ti conoscono come l'attore che ha partecipato alla fortunata serie sky "Gomorra", c'è qualcosa di quell'esperienza che potrai portare nel tuo nuovo personaggio?

«Beh tutti mi conoscono per la fortunata serie che sta spopolando in tutto il mondo, Gomorra appunto, della quale hanno già annunciato la quinta stagione. Inoltre è stata la mia prima esperienza cinematografica, visto che la mia passione comincia sulle tavole di un palcoscenico, quindi mi è andata di lusso. In particolare la seconda serie della quale io sono stato protagonista per una figurazione speciale nel ruolo d Manolo guardia spalla di o'nano, ma in realtà è stata fortunata soltanto per loro, visto che il mio personaggio è deceduto, quindi direi tutt'altro che fortunata.  Se c'è qualcosa che posso portare di quel personaggio sul set di Game of Kings è sicuramente il fatto che sono due personaggi cattivi, ma che catapultati in un contesto differente assumono sfumature completamente diverse».

Teatri, social, cinema, serie TV, sei un artista "tuttofare". C'è qualcosa che ti appassiona di più?

«In realtà la mia esperienza nel mondo dello spettacolo comincia con il canto. Successivamente dopo l'Accademia ho intrapreso una strada completamente diversa, ho iniziato a studiare recitazione con diversi maestri e così ho deciso di mettere insieme i pezzi e quindi diciamo che recito da 10 anni ma canto da quando ne avevo 14. Più che un attore mi definirei un cantante-attore o meglio performer. Reduce in questo mese è un cortometraggio come protagonista Andy Luotto e Daniela Cenciotti per la regia dei Fratelli Borruto, che narra una storia molto romantica che uscirà a breve per cui non posso svelare i dettagli in cui interpreto il ruolo di un sindacalista. E invece proprio settimana scorsa ho debuttato a teatro con un testo inedito dal titolo Bruciati di un autore di origini napoletane Antonio Mocciola per la regia di Stefano Ariota, in cui si parla anche di bullismo giovanile a sfondo omosessuale.  Beh forse non è un caso che mi ritrovi a Genova perché il mio cuore è quello di realizzare a breve uno spettacolo musicale che narra la storia di un personaggio molto affascinante, parlo di Natalino Otto in arte, Natale Codognotto nato a Cogoleto che è stato batterista, cantante e produttore discografico degli anni 50 nonché iniziatore della musica swing in Italia. Sul web mi diverto a reinterpretare proverbi napoletani, vestendo i panni di vari personaggi alquanto buffi, sopra le righe e divertenti, antichi, che hanno raccontato l'origine, saggezza e tradizioni millenarie della città di Napoli e non solo. Anzi se volete seguirmi ogni settimana sulla pagina Facebook " Proverbio day ", potrete vedere il proverbio della settimana».

Game of kings è una produzione indipendente Ligure. Avrai visto i primi episodi di questo progetto in forte crescita. Che idea ti sei fatto?

«Mi è capitato di vedere il primo episodio della stagione di Game of kings e devo dire che per essere una nuova serie web e televisiva, è realizzata nei minimi dettagli a partire dalla fotografia alla scelta delle location delle ambientazioni dei luoghi suggestivi dei borghi della città. La scelta dei personaggi, molti dei quali con delle caratteristiche abbastanza particolari, soprattutto fisicamente, arricchiscono un Fantasy d'epoca che è il massimo per me, nel mio paese, visto che molte le realizzano all'estero, poter far parte di questa nuova avventura non solo è un piacere per me, ma anche motivo d'orgoglio, nella speranza ci possano essere delle evoluzioni. Tutto sommato Genova non è poi così lontana da Napoli visto che in passato l'ho percorsa per amore due volte al mese per tre anni. Prima per amore e basta, adesso per amore del mio lavoro».

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